Antonello Micali

Come cambiano le cose.

Anche in una cittadina come Cirié bastano pochi attimi e tutto viene capovolto. Solo l’altro lunedì stavo correndo ad incontrare il direttore del Risveglio, ed oggi, a distanza di pochi giorni torno a fare la stessa cosa.

Solo che il direttore è cambiato.
“Ale, per dieci anni il Signor Carli è stato direttore del giornale senza nessun problema. Arrivi tu, un’intervista e il direttore cambia! Adesso vai dal nuovo direttore? Guarda che conosco bene la moglie di Micali ed è splendida! Vedi di fare per bene!” Dice mia moglie ridendo.

“Giuro che non c’entro!” Rispondo

Questa volta mi incammino con più calma. Lo devo incontrare alle sei e sono in anticipo. Prima di incontrarlo penso che porterà sicuramente una ventata di novità al giornale e alla città che di cui è una parte di storia importante.

Non ci siamo mai conosciuti personalmente. Abbiamo parlato per telefono, messaggiato su questioni che riguardano la città, ma la prima volta che ci siamo stretti la mano è stata proprio la scorsa settimana.

Devo dire che è una persona che conosco perfettamente “di vista” da sempre. Siamo credo coscritti e ricordo di averlo incontrato centinaia di volte per Cirié. Facevamo parte di due gruppi di comitive diversi ma abbiamo vissuto lo stesso tempo nella stessa città. In realtà ricordo che negli anni novanta ci eravamo trovati in una birreria con amici comuni. A Devesi se ben ricordo. Poi solo più di vista. Devo dire che avendo vissuto lo stesso tempo e guardando sul
suo profilo Facebook scopro che abbiamo molte cose in comune. Innanzitutto Dylan Dog.

L’indagatore dell’incubo, che per un giornalista può sempre tornare utile. Poi Guccini e la musica rock tutta insieme.
“Quando vuoi sono sotto” gli scrivo
Tempo un attimo ed arriva. Andiamo al bar sotto la redazione e iniziamo a parlare.

Vestito in giacca elegante nera e con camicia bianca aperta ordina un “bianco” ed io un caffè. La cameriera porta il tutto in pochi minuti

“Ne ha messo troppo! Dopo devo andare a correre e sarà meglio che non lo beva tutto” dice guardando il bicchiere. Io ordino un caffè, stasera c’è un consiglio comunale e non vorrei andare troppo carico.

“Allora queste voci secondo cui le motivazioni di questo cambio alla direzione del giornale abbiano motivazioni economiche? E’ una scelta al ribasso?

“Affatto, innanzitutto un pensiero di affetto e un saluto vanno a Daniele, con il quale ho personalmente vissuto 16 anni intensi di lavoro e anche dialettica ma sempre rispettandoci; è questione di sostenibilità e da parte mia e della redazione di presa di responsabilità, prendendo atto e apprezzando da parte dell”editore di aver scelto il nuovo nella continuità della redazione storica e dei suoi collaboratori, che condividono un progetto di consolidamento e rilancio del nostro ruolo di leader dell’informazione locale, armonizzando i costi in maniera più equa.

Questo non è ribasso.

È’ così che voglio partire! Dal gruppo che da 20 anni fa il giornale e dai giovani che ci danno.una mano.

Io non dettero’ legge, ma collaborerò con tutti i miei colleghi. Voglio una sorta di seconda famiglia. Voglio che lavorare sia una passione, un servizio e che abbia futuro nel solco dei quasi nostri cento anni di storia”

Lo ascolto e capisco che sta veramente credendo in quello che dice. Le ricordo che sarà dura fare il capo dopo essere stato un collega, ma lo vedo sicuro di se.

Sa di potercela fare. Non lavora solo per il Risveglio, ma collabora anche per Repubblica il nostro amico Antonello.

“Scusa mi viene spontanea la domanda.

Da che parte stai politicamente? Adesso che sei direttore la cosa diventa importante”

” ho idee politiche come tutti, ma non entreranno mai nei miei articoli .

Il nostro giornale è un giornale di cronaca. Anche quando parliamo di politica noi continuiamo a fare sempre e solo cronaca.”

” ma si può fare cronaca politica senza metterci del proprio? Senza far capire da che parte si sta?”

“Certo che si! Ci si deve almeno provare con onestà intellettuale. Noi siamo un giornale indipendente, con di ispirazione progressista, ma indipendente.

Oggi viviamo con le vendite e la pubblicità, stop”
Poi prosegue: ” questa estate ho partecipato alla biciclettata del movimento 5 stelle, ma solo perché mi piaceva l’idea di un tour informativo nei luoghi dell’olocausto dell’ipca, perché mi hanno chiesto di accompagnarli e raccontare cosa sapevo del tema

Se l’avesse fatto il gruppo Devietti o Brizio sarei andato ugualmente”

Sa un sacco di cose. La cultura ha pochi limiti per lui. Sento che potrei parlare di Marxismo e finire il discorso con la serie A ( e’
dell’inter ma io di calcio non ne so nulla).

Alla fine capisco che gli piacciono le cose giuste. Anche lui vorrebbe più educazione civica a scuola. Vorrebbe che si facesse di più per il sociale.

Ma non vuole che venga detto ” sono pensieri di sinistra”. Sono pensieri buoni e basta. Anche se alla fine ammette di provare una grande ammirazione per Sandokan e il Che.

” dicono che non era poi così buono il Guevara.” Rispondo io.

Io che ho sempre pensato che il successo di quest’uomo sia stato amplificato dal suo aspetto fisico trasformato in icona.
” tutte menzogne. Era un grande uomo”

Asserisco anche perché ho letto solo un paio di biografie non autorizzate e ascoltato la canzone di Vecchioni un centinaio di volte.
” dai! Raccontami una storia! Un ricordo” riprendo.

“Miss Padania. Siamo negli anni novanta e io ero stato chiamato a presentare la manifestazione. Io capelli lunghi dall’aspetto chiaramente siciliano, ero stato chiamato a presentare un evento prettamente “nordico”. Avevo bevuto qualche goccio di troppo e a un certo punto presi il microfono e dissi al pubblico che mi sentivo come ad una festa dell’Unita’.

Mi lanciarono di tutto, ma in seguito venni elogiato per la mia sincerità”
Bene! È questa la figura che vogliamo per gestire il primo settimanale cittadino in fatto di vendite. Se è sincero lui lo è anche la sua seconda famiglia. E se sono sinceri loro potremmo riuscire ad avvicinarci sempre più ad una verità che sembra così lontana da raggiungere.

“Ti mando tutto prima di pubblicare così mi dai l’ok?” Dico io.

“No, non ha importanza” risponde.

” Non hai capito, volevo mi correggessi gli errori di grammatica”rispondo ridendo.

” no, guarda che tu scrivi molto bene”

Ottimo, penso e lo saluto sentendomi su un gradino più alto. Se me lo dice lui, quasi quasi ci credo.

Adesso aspettiamo il nuovo giornale.

La grafica per ora non cambierà, sarà invece implementata l’offerta degli abbonamenti digitali e la testata online ma i contenuti saranno più approfonditi e di più larghe vedute. Un giornale più giovane e poi attuale. Tutti in edicola, allora!

In bocca al lupo da tutta L’Altra Cirié Antonello Micali !

Di Alessandro Bccetti

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