In attesa del Consiglio

Allora finalmente rincontrerò tutti i politici messi insieme.

Tutti i potenti della città o coloro che li rappresentano, schierati su di un tavolo ovale pronti a farsi ascoltare. Non è certo l’occasione di esprimere pensieri, ma
di capire le loro mosse.

Ho come l’impressione che, non essendo del campo, l’avventura diventerà un po’ noiosa, quindi per sicurezza mi porta la figlia.

Allora hai capito, Noemi? Appena ti faccio un segno tu inizia a sbadigliare. Io mi girerò verso la Cinzia e dirò che hai sonno e che dobbiamo andare a dormire, ok? 5 euro e la risolviamo così”

“Si ma se non ho sonno?”

“L’avrai, stai sicura”

All’ingresso trovo facce note che classifico come avversari politici.

Nel senso che non sono miei avversari, ma che per qualche strano motivo di cui non conosco il senso, mi considerano un loro avversario.

Come se ci fossero ideologie politiche di destra che vanno a scontrarsi con ideologie di sinistra. In quel caso certo che ci sarebbe da discutere, ma è un Consiglio Comunale e si parlerà di spesa pubblica, ne destra ne sinistra e neppure centro. Spesa e basta.

Sono tutti li schierati e si inizia a parlare del perché e del
percome siano stati utilizzati i fondi a disposizione del Comune.

Però che caratterino la Signora Caudera! Coincisa e precisa.

Spiega tutte le sue ragioni in modo fermo e sicuro.

Anche se non sono riuscito a capire bene la questione dell’urgenza a sbloccare i fondi senza prima comunque parlarne con l’opposizione, mi piace la sua grinta. Fosse stata una tribuna politica avrebbe messo a tacere tutti. A ruota c’è il Sindaco. Anche lei sicura di se e pronta a dimostrare con orgoglio un programma per la città che vuole far uscire Cirié dall’anonimato. Alza la voce e non lascia molto spazio alla minoranza.

Almeno non a tutta. È molto forte nelle risposte che riserva a Brizio e più tenera in quelle rivolte a Silvestro. C’è dell’astio con il PD e si sente, si respira. Questo è un bene per me.

 

Mi toglie un po’ quel dubbio secondo cui c’è una continuazione con la vecchia amministrazione. Secondo cui il cambiavento di cui tanto si è parlato, venga a venire meno.

La Cinzia è molto presa dalla discussione e anche Anna, una nuova amica del gruppo che continua a prendere appunti. C’è anche Marco, serio più che mai, un po’ arrabbiato perché a suo dire le decisioni alla fine sono già state prese.
In effetti è così.

Mi sento un pesce fuor d’acqua. Si fanno domande e si ricevono risposte. Ma ovviamente le decisioni sono già state date per scontate. Probabilmente è giusto così, altrimenti per una decisione ci andrebbero mesi prima che possa essere messa in atto. Forse.

Nessuna cifra stratosferica si sente risuonare nella sala. Ma siamo a Cirié, non a Milano. Forse, dal mio punto di vista una cifra un attimino sopra le righe è la voce pubblicità e comunicazione. Ma non conosco i listino prezzi. Devo dire che coloro i quali prendono la parola sono persone preparate. D’Agostino ci piace perché da per scontato che l’opposizione si fa con un secco “no!” a tutto. Stessa cosa Silvestro che al

No! ci gira un po’ attorno, ma il risultato non cambia. Brizio e Capasso invece cercano delle vie d’uscita e la loro negazione non è mai cosi decisiva! Cielo adesso dovrei dire che sto rivalutando la
giunta, ma ho un po’ paura.

E se poi mi dicono che che sono diventato “Deviettiano”? Con chi litigo la sera prima di coricarmi?
Comunque Noemi sbadiglia sul serio e non mi resta che andare.

Ci penseranno gli amici dell’altra Cirié a raccontarmi come va a finire. Intanto vado a stuzzicare qualcuno su Facebook..

Di Alessandro Baccetti

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