Ciriè ai tempi del Far West: ottavo capitolo

La Piazza fibrillava. Malgrado la polvere si fosse ormai attenuata e i famigerati tre gringo fossero scesi da cavallo, l’atmosfera continuava ad essere satura di tensione.

Il silenzio imperversava in ogni dove. Solo zanzare a girovagare sulle teste degli abitanti della città.

L’albero troneggiava al centro. Era un pino o forse un abete. Non si capiva bene. Alcuni strani variopinti nastri le erano stati avvolti addosso. “Ecco a voi in tutta la sua sinuosità ciò che resterà negli annali della nostra storia. Ecco il più grande albero di Natale di tutti i tempi. La storia si occuperà di noi ricordando ai posteri quanto il vostro sceriffo Lory Girl abbia fatto per rendere questa città una città grande e imponente.!”

Le parole uscivano da una sorta di imbuto e vennero scandite accuratamente affinché entrassero nelle orecchie degli abitanti della città. “Non mi ci scaldo neppure per mezz’ora con questo albero” disse Luca boy in evidente stato di sincero sconforto “Cosa sono quelle quattro stelle filanti colorate che ci avete messo attorno? Non era meglio un totem? Il mio amico toro seduto me ne prestava uno” aggiunse Davide boy ” non me ne intendo molto, ma dite che uscirà un po’ di canapa dalle radici dell’albero di Natale? Proseguì Franco man.

“Adesso basta blaterare!” Impreco la voce che usciva da dentro l’albero . “Diamo inizio alla festa!” “Ehm scusate.. ma a quanto vedo dal calendario, Natale è passato ed anche Capodanno… resterebbe solo più la befana da festeggiare” replico’ padre Alessandro che aveva passato le intere festività seduto sui gradini della Chiesa ad aspettare che qualcuno arrivasse a pregare con lui. “Ma ci sono i saldi! Tutti i saldi! Sarà fantasticooo” aggiunse Francesca Desperado avvicinandosi a Roby Pretty Girl imprecandola di scattargli una foto. “Più tardi, ora no! Nessuna foto, prego… spostati un po’ che non vedo”.

Intanto un urlo uscì dalla Piazza : “Ma quella che sento non è la voce della mia amica Lory Girl!” Disse Cinzia Girl. La donna sbraitava ma le dimensioni riprovevoli delle quattro assi di legno che costituivano le casette non davano modo a nessun commerciante di poter uscire dalle botteghe ambulanti. E neppure a lei. “La riconoscerei tra mille!” Prosegui.

“Ebbene sì, mi avete scoperto!” L’albero perse tutte le sue foglie ed uscì Francy Breeze in tutta la sua possenza. “Ho catturato il Vostro sceriffo ed ho preso il suo posto. Adesso è a me che dovete pagare le tasse!. Partiamo dai commercianti. “Ma noi abbiamo già pagato! Abbiamo già dato! Anzi sai cosa ti diciamo? Ridacci le nostre monete e subito! Ti conviene sbrigarti prima che facciamo diventare questo posto un campo di battaglia !” “Calmi calmi ragazzi… a pensarci bene il vostro sceriffo lo posso anche recuperare in qualche modo. Aspettate vado a prenderla!”

Non fece in tempo a girarsi che arrivò su di un cavallo bianco( qui sul libro c’è scritto alato, ma credo che l’autore abbia esagerato un po’ con il whisky). Adesso erano di nuovo uno contro l’altro proprio come quando si videro per l’ultima volta a Stura River. ” Hai provato a catturarmi con un lazo durante l’ultimo rodeo. Io ero in tribuna ad assistere alla gara e tu mi hai catturato alle spalle. Mi hai chiuso in una cella fredda e desolata. Per poi ritrovarmi a combattere contro dei tori assetati di sangue.

Certo che il mantello rosso in cui mi hai fatto avvolgere non mi ha certo aiutato. Ma ho promesso ai tori un recinto tutto nuovo, colorato e variopinto e mi hanno creduto. Ora sono libera e te la farò pagare!”

Era mezzogiorno ed è da qui che nacque la famosa frase “mezzogiorno di fuoco”. “Ragazzi… direi di andarcene tutti. Qui ci sarà un duello e non vorrei che qualcuno, oltre loro ovviamente, si facesse male. Venite da me” disse Luca boy mentre chiamava a raccolta gli altri due ringo. Dalle casette invece la situazione si faceva interessante…

Approfittando della tensione che si era creata, il mormone Baryl Painter si avvicinò al prete della contea. Sotto braccio aveva un sacco di disegni. Nella sua comunità veniva chiamato il pittore. “Don! Guarda cosa ho da darti!” Il prete guardo i disegni. Raffiguravano la Madonna in pose non molto convenzionali. Li riavvolse su se stessi, si fece il segno della croce e li portò in Chiesa. Il mormone non capiva e lo segui. Il prete prese i disegni e fece per immergerli nell’acquasantiera della chiesa. “Ma che fai pretaccio? Volevo anche darti 30 denari in cambio dell’esposizione in chiesa dei miei quadri!” Il mormone si riprese le sue opere e se ne andò borbottando.

Nell’attesa prese dei grossi pezzi di carta e ci pitturo’ delle scritte a caratteri cubitali: MEZZOGIORNO DI FUOCO A CIRIÉ CITY. VENITE GENTE! Il prete dal canto suo restò sull’altare a pregare per ore e ore affinché l’anima del pittore venisse perdonata. Aveva ancora impresse le immagini della Madonna che indossava una maglia con impressa una bambola inquietante e non riusciva a riprendersi dallo choc.

Ci voleva del whisky, tanto whisky. “Se solo il progetto della canapa fosse già in atto” penso’ ancora padre Alessandro ” forse riuscirei a cancellare quelle immagini dalla mia testa..!”

Di Alessandro Baccetti

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