Gigino Pacera: vita da bomber

Capita spesso di ricordare. Capita a tutti di ritrovarsi nel bel mezzo di una giornata qualunque e sentire dentro di se un vuoto. Capita di assaporare e farsi pervadere dalla nostalgia.

Capita di rimpiangere gli anni passati, ma soprattutto capita di provare a voltare lo sguardo indietro e rendersi conto che qualcuno a cui tenevamo non c’è più ad appoggiarci la mano sulla spalla. Allora proviamo a scorgere ancora più indietro cercando un punto indefinito.

Ma quelle mani che un tempo ci davano forza non le troveremo andando troppo lontano. Hanno lasciato un segno dentro di noi e solo guardandoci dentro riusciremo a riviverle.

Succede a tutti ed è successo anche al nostro amico Alessandro. A dieci anni dalla scomparsa del suo amico più caro, Alessandro, ha deciso di ricordarlo e soprattutto di farlo ricordare.
Luigi Pacera è un nome famoso per la nostra città.

Un ragazzo che ha abitato Cirié intensamente rendendola viva e solare.

Negli anni settanta e ottanta ha vissuto la giovinezza facendo si che le sue passioni non gli dessero mai il tempo di rimpiangere la sua amata Napoli. Quindi come ogni napoletano che si rispetti, il calcio era la sua fede e il Napoli la sua dedizione.

Passione che lo ha fatto volare anche fino a Stoccarda per assistere alla finale di Champion della sua squadra del cuore. Calciatore d’eccellenza ha sempre militato nella squadra cittadina, l’Esperanza. contribuendo a farla diventare una forza calcistica del tempo. Ma la sua vita non era fatta solo di calcio.

C’era la musica napoletana a fargli passare ore e ore di spensieratezza. Pino Daniele il suo mito. Ma anche Troisi con la sua comicità semplice e nostalgica ha reso il suo tempo spensierato.
Poi una birreria in via Lanzo che diventa il ritrovo di molti ragazzi della zona.

E non ci sono solo napoletani accanto a lui. Lui era l’amico di tutti e a piangerlo, quando prematuramente è venuto a mancare nel 2007, c’era l’intera comunità ciriacese. Nord, sud, centro, chiunque lo avesse conosciuto anche solo per poche ore, adesso si ritrovava a rimpiangerlo.
“Cosa ti aspetti da questa partita a lui dedicata? Cosa vorresti che accadesse?”
Chiedo ad Alessandro

“Vogliamo solo una partita in sua memoria. E vogliamo solo poter incidere una targa che ricordi l’evento. Una targa che sua moglie  potrà esporre con orgoglio e mostrare alle proprie figlie. Una targa di cui dovranno andare fiere. Perché il loro uomo è stato davvero un grande uomo” mi risponde.

Riccardo Savant Levet e Galizia hanno confermato la disponibilità del campo di calcio di via Biaume. Quindi tutti presenti il 13 Maggio. Tutti a ricordare questo grande ciriacese nel modo che lui avrebbe preferito: tirando calci ad un pallone.

Lanciando con forza tutta la nostra voglia di vivere, verso l’alto! Prendendo la vita a calci e cercando di mirare verso il centro esatto, verso il punto più difficile da conquistare: la porta.

di Alessandro Baccetti

Credit immagine: http://www.ilrisveglio-online.it

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