Candidati a confronto

Location di prestigio, il Piccolo Regio di Torino, per il confronto pubblico tra i candidati alla presidenza della Regione Piemonte organizzato dal quotidiano “La Stampa”.

Giorgio Bertola, Valter Boero, Sergio Chiamparino e Alberto Cirio salgono sul palco con abbondante ritardo. Si presentano velocemente e spiegano la motivazione della propria candidatura. Bertola 48 anni, è stato scelto ad ottobre sulla piattaforma Rousseau, dove gli iscritti del Movimento 5 stelle hanno espresso la loro preferenza in suo favore.

Boero professore universitario di chimica, ha dedicato molto tempo al volontariato. Si presenta perché “si è reso conto che l’attuale politica è sorda ai problemi della gente”. Desidera un cambiamento di amministrazione.

Chiamparino si ricandida perché crede che in questi 5 anni ha lavorato bene. Crede di aver dimostrato sul campo autonomia di giudizio anche nei confronti del partito che rappresenta.

Cirio 46 anni, imprenditore nel settore dell’agricoltura. Parlamentare europeo negli scorsi 5 anni, si sente forte poichè, porta in dote l’esperienza di Bruxelles e si sente pronto a guidare la regione. Molto critico sull’attuale stato di salute del Piemonte.

Comincia il dibattito con le domande che i lettori de La Stampa hanno rivolto ai candidati.

La prima è per Bertola “vista la carenza di posti di lavoro, quali sono le strategie e gli incentivi per attirare gli investitori?”

“Sul lavoro la questione principale è la riforma dei centri per l’impiego, che è condizione necessaria affinchè domanda e offerta possano avere contatto, per fare questo ci sono fondi nazionali. Vogliamo restituire centralità al pubblico, lavorare sulla formazione, soprattutto su tecnici specializzati, innovazione in tutti i settori economici, non solo in quelli strategici. Semplificazione, economia circolare (attraverso una miglior gestione dei rifiuti) e valorizzazione dei nostri prodotti. Ci sono diverse aree del nostro Piemonte che hanno una fortissima vocazione turistica che è in buona parte inespressa. Una regione che attrae investimenti di qualità è una regione moderna, a partire dai servizi essenziali per i cittadini.”

Domanda per Boero: “Cosa intendete fare per il lavoro, quali politiche attive vorreste attuare e su quali fasce d’età vi concentrerete?

“Parto dal fondo, la fascia d’età è quella giovanile che con il 30% di disoccupazione è quella più penalizzata. Il lavoro c’è, ma bisogna far dialogare domanda e offerta. I ragazzi sono capaci di essere inseriti in attività artigianali o commerciali, ma non c’è nessuno disposto ad assumerli poiché ci sono troppe pratiche burocratiche. Ai giovani che si presentano ad un colloquio non viene chiesta l’attitudine, ma qual’è il progetto di vita, questo con particolare difficoltà per le donne.

Domanda per Chiamparino: “come vorrebbe impostare le lunghe liste d’attesa per le prenotazioni negli ospedali?

“Le rispondo con delle cifre: abbiamo investito circa 10 milioni per incentivare e migliorare il convenzionamento con i privati, facendo un confronto tra l’ultimo trimestre 2017 e lo stesso periodo del 2018 la lista d’attesa per le visite oculistiche passano da 68 a 49 giorni, quelle dermatologiche da 51 a 41. Non è risolto il probema, ma la direzione di marcia è quella giusta. Mediamente c’è una riduzione da 34 a 30 giorni d’attesa. Vogliamo assumere e incentivare la collaborazione con i privati.

Domanda per Cirio: “siete favorevoli alla TAV? Come fate a garantire la realizzazione se metà del parlamento è contraria?” “Noi siamo favorevoli, e non avremmo ripensamenti. Di fronte alla possibile contraddizione è un elemento di garanzia perché Salvini è d’accordo. La TAV la fa il governo, non il presidente di regione, ma votando un presidente che ha la lega tra la sua compagine, si avrà un presidente che si siede con una forza di governo affinchè la TAV venga fatta. Se avremo un piede ben piantato nel governo, la faremo”.

Bertola ci spiega perché non volete l’alta velocità e quali sono le alternative per  le infrastrutture per un territorio che ne ha disperato bisogno?” (questa è stata l’unica domanda chiaramente tendenziosa del direttore, ndr)

“Secondo noi è inutile, l’analisi costi-benefici ha stabilito che i costi sono superiori ai benefici. Attenzione alla propaganda: il 26 maggio non c’è un referendum sul TAV, ci sono l’elezioni per un presidente di regione e 50 consiglieri. Sanità, lavoro,trasporti, ambiente. Potenziamento con il Sempione, Asti-Cuneo che riparte dopo 7 anni di governi di centrodestra e centrosinistra che le hanno bloccate. Quando le risorse sono poche un buon padre di famiglia deve spendere in ciò che serve veramente e ciò che serve subito”.

Boero, il reddito di maternità è una bellissima proposta, ma dove pensate di recuperare le risorse necessarie per realizzarlo?

“Intanto è un riconoscimento per il lavoro straordinario delle mamme che si occupano dei figli. Consiste in 1000 euro al mese per 8 anni. Si rinnova alla nascita del secondo e terzo figlio, dopo il quarto figlio diventa un vitalizio. In condizioni stazionarie, il costa ammonterebbe a circa il 2% del bilancio regionale.”

Chiamparino il grattacielo incompiuto è un segno indelebile nel cielo della nostra città, non si poteva far niente per finirlo e quanto è costato alla regione il mancato trasloco?

“5 anni fa la costruzione era al 90% , poi l’azienda è fallita, abbiamo lavorato un anno e mezzo per fare un lavoro di subentro, adesso i lavori son ripresi e verranno ultimati all’inizio del prossimo anno. Nessuna (ulteriore) risorsa è stata utilizzata per il grattacielo circa 250 milioni. (Non risponde alla domanda diretta che probabilmente faceva riferimento alle spese degli affitti per i locali occupati dalla regione, ndr). Poi riparte con la TAV.

Cirio che rapporti avrà con l’amministrazione e il sindaco Appendino, visto che i 5 stelle sono alleati di governo della sinistra di maggioranza della sua coalizione? ” (a quanto pare La Stampa ha già stabilito il vincitore ndr)

“Se vincerò naturalmente…?! Le persone quando votano dei propri rappresentanti devono sapere che si affidano in mano a persone per bene, persone serie, persone che sanno di avere la responsabilità di guidare una regione importante da cui dipendono posti di lavoro, la vita delle persone, l’assistenza. Per cui non si può avere un presidente che governi col paraocchi o che metta prima l’interesse del partito o della coalizione a quello della regione. Quello che è andato ultimamente di moda il ‘Chiappendino’ non si ripeterà con un ‘Ciriappendino’. A me interesserà avere un rapporto molto serio, molto franco per quello che è nell’interesse di Torino o del Piemonte. Ben venga la collaborazione, senza fare sconti però. Io avrei gestito in maniera più netta e determinata la questione Olimpiadi, del Salone del Libro. In ogni caso il sindaco Appendino sarà la prima persona con cui mi dovrò rapportare, quindi ci sarà sicuramente collaborazione.

Bertola lei ha preso posizioni anche molto dure su alcuni interventi del premier Salvini, preferirebbe un governo senza di lui?”

“Chiaro che avrei preferito che il Movimento 5 stelle governasse questo paese da solo, sta di fatto che il 4 marzo si è votato, il risultato non ha restituito a nessuna delle coalizioni di governare da sola. Prima delle elezioni il m5* aveva dichiarato che se non ci fosse stata la maggioranza e se fossimo stati la prima forza politica, avrebbe chiesto a tutti un contratto di governo. Detto, fatto. La lega ha accettato. Se non fosse stata fatta quella scelta oggi non avremmo provvedimenti importanti per il paese come il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, la quota 100, la spazzacorrotti, il decreto Genova che ha restituito la cassa integrazione, lo sblocca cantieri, il decreto crescita, la riduzione delle aliquote Inail per piccole e medie imprese. Non avremmo avuto tutto questo. E allora probabilmente quella è stata la scelta giusta e vogliamo che questo governo vada avanti. Alle regionali corriamo da soli, come sempre perchè siamo alternativi a centrodestra e centrosinistra. Non ci sentiamo rappresentati da nessuno. Centrodestra e centrosinistra hanno indebolito la regione, hanno tagliato i servizi, aumentato le tasse. Sicuramente non darei la fiducia a Chiamparino.”

“Boero, in caso di vittoria di Cirio appoggerà davvero quel centrodestra che vi voleva in lista ma poi vi ha rifiutato?”

“La cosa che devono fare i consiglieri regionali è quella di ragionare con il programma che hanno presentato in vista delle elezioni. Noi lo abbiamo preparato a gennaio. Se vincesse il candidato Cirio e proponesse il reddito di maternità, lo appoggeremo e sosterremmo. Se questa proposta venisse percepita da Chiamparino idem, anche se dubito che possa condividerla perchè ha altri interessi. Ci piacerebbe concorrere per sedare un po la litigiosità, le liti fanno scappare gli investimenti. In consiglio regionale non vorrei vedere litigiosità né ostruzionismo.

Chiamparino una parte del suo elettorato le imputa un’eccessiva collaborazione con la Appendino. Sarebbe favorevole ad un patto di governo con i 5*?”

“Con la sindaca di Torino bisogna cercare di avere la massima collaborazione per l’interesse dei cittadini . Non ci sono le condizioni per una qualsivoglia alleanza politica, per la semplice ragione che le posizioni sono opposte. Tantomeno a livello nazionale.”

Cirio: “dopo le polemiche sul salone del libro, il  mondo dell’antifascismo e quello legato alla resistenza, hanno duramente attaccato Salvini. In una regione come il Piemonte potrebbe essere un problema, lei cosa pensa del caso salone e teme che queste circostanze le facciano perdere voti?”

“Io non temo per i voti, se mi dicessero che non sono antifascista, la mia preoccupazione sarebbe per la mia morale, per la mia etica, la mia identità. Io sono albese,  sono geneticamente antifascista. L’antifascismo l’hanno vissuto e pagato col sangue le nostre famiglie. Mi interessa essere antifascista quando guardo mio figlio in faccia. Il salone va guardato sotto 2 punti di vista diversi è una risorsa e un evento culturale. Nel 1994 ha ospitato il Brigatista Curcio, nel 2006 ha ospitato la brigatista Faranda, nessuno allora si era posto il problema. La legalità non la stabilisce chi governa in quel momento, ma lo Stato. Se il nostro Stato ritiene che una casa editrice, uno scrittore è nella legalità allora va accolto. Se non fossi stato d’accordo, avrei fatto la più grande manifestazione antifascista con i bambini, per spiegargli che quello che diceva quella casa editrice era sbagliato. Ma lo avrei fatto non proibendo, ma educando.”

Nell’ultimo minuto a disposizione i candidati rivolgono un appello agli elettori.

Bertola: “Io mi rivolgo soprattutto a indecisi e astensionisti. Vi invito a riflette sui passi indietro che ha fatto questa regione. Sulla chiusura degli ospedali, sul taglio dei posti letto, sul taglio delle linee ferroviarie dei pendolari, sull’aumento delle tasse, del bollo auto. Sugli scandali, rimborsopoli, firme false, sul fatto che l’amministrazione regionale non è riuscita nemmeno a finire un palazzo di 40 piani. Ecco tutto questo è opera di centrodestra e centrosinistra. Noi siamo fortemente alternativi, siamo l’unica alternativa. Per una volta anche voi, mettete un po di coraggio, datevi una possibilità, date un possibilità al Piemonte.”

Boero “Anche io mi rivolgo ai cittadini stanchi della politica. Una volta giunti a seggio chiederei di pensare un momento  cosa è veramente importante nella vostra vita, quali sono i pensieri che affiorano immediatamente pensando alle cose in cui ci mettete il maggior impegno. La risposta per la maggior parte delle persone è la famiglia. Il Popolo della Famiglia è quel partito che intende occuparsi della vostra famiglia in ambito politico. Quando vi recate ai seggi chiedetevi quali sono le cose veramente importante nella vostra vita. La risposta è la famiglia. Il Popolo della Famiglia è quel partito che intende occuparsi della vostra famiglia in ambito politico.”

Chiamparino “Chiedo il voto per me per indipendenza di giudizio e perchè credo di essere riuscito a mettere il Piemonte al primo posto anche nella vicenda Olimpiadi. Ho cercato fino all’ultimo di tenere il tavolo con chi invece voleva farlo saltare.

Cirio “Io non chiedo di votare per me perchè gli altri sono peggio o perchè guardando indietro gli altri hanno sbagliato. Sicuramente chi ci ha preceduto ha fatto le cose nel modo migliore che riteneva e credo le abbia fatte in buona fede. Io chiedo di votare per un progetto, non per Cirio. Il progetto di un Piemonte diverso, diverso dalla visione dell’Appendino, del centrosinistra. E’ un Piemonte nuovo che ha bisogno di energia, di vitalità di nuova linfa all’interno del consiglio regionale. Bisogna votare con la speranza.”

di Cinzia Somma

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