L’insostenibile inconsistenza dell’essere

Barriere architettoniche, orti urbani, chiusura anticipata della biblioteca per il caldo e prolungamento della concessione dell’area Remmert. Di questo si è parlato a lungo nel consiglio comunale di ieri sera.
Barriere architettoniche: un argomento che sarà sempre attuale in quel di Ciriè: se ne è discusso a lungo poiché la discussione riguardava i lavori di riqualificazione del centro storico. L’amministrazione conta di eliminare la maggior parte dei gradini esistenti, non tutti, han già messo le mani avanti naturalmente non può decidere sulle proprietà private, ne può pagare per l’eliminazione dei gradini dei negozi, ma potrebbe proporre una soluzione o un incentivo affinché questi siano motivati a partecipare attivamente ed economicamente alla messa a nuovo della via centrale.
Silvestro propone di andare a parlare con i proprietari, consiglia all’amministrazione di preparare l’ufficio tecnico e predisporre protocolli per aiutare gli utenti, di mettere a disposizione tecnici che agevolano i negozianti per le procedure da seguire. “Se il comune di Ciriè riesce a togliere 200 barriere architettoniche finisce su tutti i giornali, cosa che state cercando di fare in tutti i modi, avete intenzione di operare in questa direzione? Non mi piace la risposta data in commissione dell’assessore che dice “se qualcuno vuole eliminare le barriere architettoniche  gli uffici sono a disposizione”. ”

Interviene anche D’Agostino che centra il suo discorso sulla fruibilità del centro storico da parte di famiglie.
Pugliesi ribadisce la presenza di uffici ed impiegati a disposizione di chi vuole muoversi in tal senso “noi ci siamo”, non ha recepito o ha preferito sorvolare sulla possibilità di agevolare e coinvolgere i negozianti in questa importante fase di cambiamento per il centro storico. Nulla di nuovo.

Orti urbani: 2 anni fa il comune ricevette in eredità un appezzamento di terreno da destinare agli orti urbani. A distanza di oltre 24 mesi l’assessore Pugliesi ribadisce che “l’amministrazione conta di stendere un regolamento e se tutto va bene per il 2020 si potranno assegnare i lotti”… forse cominceremo a raccogliere pomodori tra un altro paio di anni.

Per quanto riguarda la chiusura anticipata della biblioteca, questione sollevata dal consigliere Ferrara a causa delle alte temperature di fine giugno, il sindaco risponde che “nonostante gli interventi di manutenzione non potevamo prevedere un tale caldo ed è improponibile far lavorare gli impiegati oltre le 17”. Sarebbe stato più adeguato probabilmente aprire i locali dopo le 17, ma nessuno ha valutato questa opzione con relativa modifica dell’orario degli impiegati oltre il normale tempo lavorativo previsto.

Mi ha fatto specie notare che nessun consigliere di opposizione abbia fatto riferimento ai 5mila euro spesi poco più di un mese prima per la messa a norma del sistema di condizionamento della biblioteca. Forse non hanno accesso alle determine? Mistero.

Infine Capasso chiede perché l’amministrazione abbia deciso di prolungare l’affidamento alla ditta Pan Service per l’area Remmert senza includere minimamente i consiglieri di opposizione: nessuna commissione è stata formata, né qualcuno si è preso la briga di comunicare come si intendeva procedere in tal senso, nemmeno a cose fatte. Il sindaco risponde che “non essendo un affidamento ex novo non gli è sembrato necessario coinvolgerli, “abbiamo ritenuto corretto fare così, tanto non sarebbe cambiato nulla”. E per l’ennesima volta la maggioranza ha dato dimostrazione di quanto sia poco collaborativa con cittadini e consiglio comunale stesso.

Molto sottovoce è stato fatto presente che in questo contratto prolungato si è sottoscritta anche una subconcessione. Talmente a bassa voce che nessuna risposta è stata data in tal senso.

Sarà stato il caldo afoso, che ha influito sulla tempra e l’umore di tutto il consiglio, ma i toni e erano da ninna nanna, forse i nostri amministratori avevano già le valigie in auto, pronti a raggiungere la meta tanto ambita e altrettanto meritata. Beati loro.

di Cinzia Somma 

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