Ve.La diamo noi la ciclabile

Ve.La diamo noi la ciclabile (sottotitolo: su Ve.La soffia un vento autoreferenziale)

Piccolo preambolo: il progetto Ve.La nasce da un bando regionale con Nole comune capofila del progetto, Ve.La riguarda la messa in sicurezza di percorsi ciclabili di uso quotidiano (quindi a differenza di “corona verde” non prettamente turistici) e comprende dodici comuni da Venaria a Lanzo (da cui l’acronimo Ve.La), ieri sera in consiglio comunale a Cirié é stata messa in votazione l’accordo di programma per l’adesione formale al progetto.

Bello direte voi!

Fantastico rispondo io! E allora se é bello, anzi addirittura fantastico, perché prendersi il disturbo di scrivere un articolo? Basta dire che é bello e ci si toglie il problema, forse…

Sarebbe bello, anzi fantastico, se fosse stato discusso preventivamente in consiglio, o almeno in commissione, il tracciato, senza che questo fosse dettato, senza previo confronto, dal vicesindaco Buratto che, forte della sua esperienza di pedalatore, ha stabilito che i percorsi ortogonali alla Stura avrebbero dato un punteggio più alto al progetto (forse ha stabilito che 90 gradi fossero più di impatto per la commissione esaminatrice, o più semplicemente ha ceduto all’abitudine di mettere tutti a 90 in una sorta di deformazione professionale?).

Sarebbe bello, anzi fantastico, se tante strade usate abitualmente da chi ha la buona abitudine di recarsi al lavoro in bici fossero almeno state prese in considerazione, una tra tutte la direttiva Cirié – San Maurizio, sia nel tratto di via San Maurizio che sulla provinciale (ma in questo caso avremmo fatto qualcosa di parallelo al corso della Stura, e zero gradi a noi proprio non piacciono: sanno di freddo).

É probabile a questo punto che aspetteremo il prossimo morto sulla provinciale per muoverci in questo senso, l’ultima vittima è stata una signora poco più di due anni fa, e in assenza di interventi non è questione di sé, ma di quando sarà il prossimo incidente fatale.

Sarebbe bello, anzi fantastico, se questo progetto comprendesse una passerella sulla Stura che colleghi Robassomero e soprattutto Vastalla con Cirié, anche perché in questo caso il dictat dei 90 gradi sarebbe rispettato in pieno, e ieri abbiamo scoperto che la passerella é compresa! Evviva evviva!

É stata inclusa nel progetto per ragioni di punteggio ma non si farà per i costi elevati, quindi cari abitanti di Vastalla continuate serenamente a rischiare la vita sul ponte: prima o poi troveremo i soldi e il tempo per fare qualcosa anche per voi e non vi penseremo solo per il punteggio che ci potete fornire.

Sarebbe bello, anzi fantastico, se l’organo chiamato a vigilare sul progetto non fosse costruito solo dai sindaci, o loro delegati, dei comuni interessati, ma comprendesse anche le voci delle opposizioni che, é il caso di ricordarlo, si son dimostrate più collaborative e propositive di quanto il temine “opposizione” lasci intendere.

Sarebbe bello, anzi fantastico, se almeno questa volta il progetto non fosse strutturato come un ente incorporeo e aleatorio come corona verde, in cui la posa di due panchine e due cestini sul tracciato interno alla città comporta il coinvolgimento di tutti gli attori del progetto, come è accaduto poche settimane fa per la sacrosanta richiesta degli abitanti dei Pich.

Sarebbe bello, anzi fantastico, ma questa è Cirié e qui le cose, anche quelle potenzialmente fantastiche, (anche quando sono fatte) sono fatte alla meno peggio..

di Dario Zabardi

 

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