La Retrospettiva Della Bagna Caòda

Mi sono iscritto al gruppo Facebook dei single di Ciriè. C’era scritto “giovani single” ma mi ci sono buttato lo stesso dentro e al momento nessuno mi ha ancora cacciato. Magari non si osano. O magari sono bello, figo e aitante. Chissa…

Dal gruppo comunque sono nate amicizie e subito abbiamo organizzato  una cena a “conduzione familiare”. Prima la pizza e poi ci siamo addentrati in una serata a base di bagna cauda. Ero un po’ titubante in quanto sapevo che quell’odore di aglio mi avrebbe attanagliato la pelle e l’alito per almeno uno giorno. Ma no. I single di Cirie sanno il fatto loro e le cuoche improvvisate mi hanno assicurato che l’amico Internet aveva una soluzione anche per quello. Togliere il cuore dell’aglio e mettere il tutto a bagno nel latte. Bastava poco. Ho subito pensato “però questi piemontesi! Ma non hanno internet? Non sanno che c’è una soluzione per poter mangiare questa prelibatezza regionale senza dover puzzare per ore e ore?”

Chiedo ancora informazioni sulla preparazione del piatto e mi viene detto che ci va un aglio a persona. Pensavo a quel mio amico piemontese doc che dava del matto a chi metteva un aglio a testa. Secondo lui bisognava dimezzare drasticamente le proporzioni. Ecco un altro che non apre internet, avevo pensato. 

Appena entriamo in casa della single che ci ospita in effetti un po’ di odore d’aglio aleggia nella cucina ma ho pensato che fosse normale.

Il piatto era pronto, squisito, e abbiamo iniziato a mangiare e rimangiare concedendoci bis come se non ci fosse un domani. Abbiamo inneggiato alla patata bollita (quella piace a tutti a quanto pare) e a quanto fosse la morte sua quando viene messa a mollo nella bagna. 

La serata volge a termine e ognuno se ne torna a casa propria. 

Felice di non puzzare e di aver mangiato un piatto che da sempre adoro entro in casa e il mio Marley mi fa le feste. Si ma meno delle altre volte. Sta lì un po’ e poi va a dormire sul divano. Sono abituato a averlo ai piedi del letto e quindi lo chiamo, ma nulla. Russa e parla nel sonno come al solito. Si fa mattina e vado a trovare mia figlia in negozio. Due parole veloci e una conversazione dove prevale su tutto la frase :” vabbè ciao pa’. Ci sentiamo dopo”. Io mi dilungo un po’ finché alla fine non sbotta: “ papà per favore esci che puzzi d’aglio da fare impressione!” 

Ma come? Non è possibile! Eppure era tutto scritto su internet! Salgo in macchina, torno a casa e Marley continua a ignorami. Ma questa volta capisco il motivo. Corro a fare una doccia, a cambiarmi da capo a piedi e mi preparo per andare al centro commerciale a lavorare. Sono ormai passate più di dieci ore. Due docce, abiti cambiati, ingerite dalle 20 alle 30 mentine denominate “fresh ” quindi presumo di essere finalmente  a posto.

Entro a lavoro e passo dal box a prendere le consegne. Appena varcata la porta a spinta una collega dice a alta voce a un’altra impiegata:” ma non senti anche tu un puzzo d’aglio tremendo?” 

Avevo pensato di uscire e far finta di niente ma alla fine cedo e ammetto di essere io il tizio maleodorante che impregna d’aglio tutto il box. 

La giornata passa e in serata passo alla terza doccia e al cambio pigiama. Adesso aspetto che si faccia domani. Aspetto di tornare libero.

Nel frattempo ammetto di aver imparato una lezione: quando e se rimangerò la bagna cauda mi dovrò ricordare di chiedere un giorno di permesso da lavoro, di mettere in conto tre docce e due cambi d’abito in 24 ore e tre confezioni di mentine non più fresh ma Superflash. Oppure… fottermene del prossimo e esaudire i piaceri del palato.

Ora ci penso. 

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