Storia di ordinaria follia

Ho sempre avuto poca fiducia negli assistenti sociali, talvolta ho pensato che l’unico modo per tenersi un posto di lavoro fosse enfatizzare i problemi di alcune famiglie e “gestire” così il destino dei figli. Timore mio, magari infondato, è un mio limite (uno dei tanti).

Poi leggo dell’associazione a delinquere creata in un comune emiliano dove professionisti (assistenti sociali appunto, medici, psicoterapeuti e politici) sottraggono bambini alla propria famiglia d’origine per metterli nelle mani di persone perverse e squilibrate, disposti a pagare per farne carne da macello; in alcune situazioni sono stati abusati e le loro condizioni attuali (fisiche e mentali) sono precarie.

Potevo comprendere, se questi bambini venivano tolti a famiglie problematiche per vivere una vita migliore con persone desiderose di avere un figlio, ma impossibilitate ad averne. Se fossero stati destinati a persone di cuore, a ricevere amore in maniera incondizionata. Invece no, un traffico di anime pure sottratte alle loro origini.

E a gestire questo sistema una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) piemontese e un sindaco compiacente del PD, Andrea Carletti, di Bibbiano (“pienamente consapevole del business sui bambini”, dichiarazione del gip).

Ho sempre sorriso quando dicevano che “i comunisti mangiavano i bambini”, ma oggi, comunisti o meno mi rendo conto che l’uomo è capace di gesti orribili e innaturali, che la coscienza è un optional e che per i soldi non si guarda in faccia a nessuno.

Uno schifo… cosa meriterebbe questa gente?

di Cinzia Somma 

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