EDITORIALI

Ora Basta!

Lista civica “Ciriè. La forza del rinnovamento”

Basta con la favola della città perfetta: Ciriè merita verità, non inchini La settimana appena trascorsa, a leggere i giornali della nostra città, è stata edificante. Ci si è premiati durante una funzione religiosa, si è celebrato un mercato straordinario, si è raccontato lo straordinario restauro di Palazzo D’Oria con parole importanti: un pezzo di storia restituito alla città. Una settimana perfetta, in una città perfetta, amministrata da una giunta che, a sentire certe cronache, non sbaglia mai. Peccato che questa favola, ogni giorno, si scontri con quella che i ciriacesi chiamano realtà.

Noi pensiamo che qualcuno debba dirlo con chiarezza, e lo diciamo noi. Ciriè non è la città sicura che le cronache compiacenti descrivono. Le segnalazioni che riceviamo ogni settimana raccontano di persone finite al pronto soccorso, di automobili danneggiate, di materiale riconducibile al consumo di stupefacenti ritrovato lungo viale Martiri della Libertà, di esercizi commerciali frequentati da ragazzini che bevono alcolici, di signore scippate nei pressi del cimitero. Non sono invenzioni e non sono allarmismo: sono la posta in arrivo di chiunque in questa città si esponga. E qual è la risposta dell’amministrazione? Contare le email. Un assessore ha ritenuto utile far notare pubblicamente che, su quindici messaggi di protesta ricevuti, dieci arrivavano dalla stessa persona. Come se un cittadino che scrive dieci volte al proprio Comune fosse il problema, e non il motivo per cui è costretto a scrivere dieci volte. Come se la misura della sicurezza fossero le statistiche della segreteria e non la vita nei quartieri. Un altro amministratore, da un profilo social personale, ha rassicurato la città spiegando che le immagini delle telecamere sarebbero state visionate con i carabinieri: una risposta che chi segnala ala il degrado sotto casa propria considererà, diciamo così, insufficiente.

Nel frattempo si inaugura. Si inaugura un corso i cui percorsi per i non vedenti, lo documentiamo da giugno, finiscono contro muri e gradini. Si inaugura un restauro celebrato come la restituzione di un pezzo di storia, realizzato con i fondi pubblici del PNRR, cioè con risorse che il Paese ha messo a debito sul futuro: il che non toglie valore all’opera, ma suggerirebbe un po’ di sobrietà nel presentarla come un dono (come scuole ed altri interventi). E soprattutto: restituire uno spazio ai cittadini non significa aprirlo alla giunta e al consiglio. Significa renderlo vivo. Invece leggiamo, dal consigliere comunale Davide D’Agostino, che alcuni degli strumenti digitali presentati come innovazione già non funzionano. E scopriamo che la mostra dedicata a Romano Gazzera, il pittore ciriacese che questa città dovrebbe far conoscere a ogni studente, è aperta al pubblico soltanto nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, quando le scuole hanno già chiuso: nessuna apertura mattutina, nessun coinvolgimento strutturato degli istituti di ogni ordine e grado. Però, ci viene detto, da quest’anno partirà il consiglio comunale dei ragazzi. Ci auguriamo che ai ragazzi, almeno, venga mostrata la mostra. Al mattino.

A proposito di ascolto della città reale: la proposta dell’assessore al Commercio di spostare gli appuntamenti di Halloween al venerdì è stata, per quanto ci risulta, bocciata con un netto 34 a 8. Quando si chiede il parere a chi lavora, i numeri raccontano una città molto diversa da quella delle fotografie ufficiali. E permetteteci una chiosa personale, che teniamo a formulare con calma. Chi scrive non è credente né praticante, ma è nato e cresciuto in Italia e sa che cosa rappresenta una Messa per chi vi partecipa. Interrompere una funzione reli//giosa per portare saluti istituzionali, premiare il proprio vicesindaco e suggellare il tutto con una stretta di mano davanti all’altare è un gesto che abbiamo segnalato la settimana scorsa e che torniamo a segnalare con sdegno civile, perché ci è parso un gioco di potere giocato in un luogo che al potere non appartiene. Su questo non cambieremo idea.

C’è infine il punto che più di ogni altro ci riguarda e, crediamo, riguarda la democrazia locale. Domenica scorsa abbiamo inviato alle redazioni un comunicato documentato, corredato di fotografie (qui alleghiamo quella dove la Madonna del Rosario, e’ stata fermata al passaggio a livello della Stazione… quello di ben due promesse elettorali di questa Giunta!), su quanto accaduto durante la festa del Borgo Nuovo e la relativa processione. Nessuna testata locale lo ha pubblicato. Se pare normale spegnere la voce dell’unico soggetto politico che si è finora dichiarato per le prossime elezioni amministrative, lo diciamo: a noi non pare normale. Pare, piuttosto, un modo di gestire l’informazione che profuma di ventennio, e che ci riporta alla mente la battaglia di Peppino Impastato contro un sistema in cui si decideva cosa fosse notizia e cosa dovesse sparire. Le epoche e i contesti sono lontanissimi, sia chiaro: ciò che non cambia mai, invece, è la tentazione del potere di raccontarsi da solo!

In questo quadro un’eccezione va riconosciuta, e lo facciamo volentieri: La Voce. In questi mesi si è dimostrata, a nostro giudizio, l’unica testata del territorio davvero plurale: ha dato spazio a tutte le posizioni, ha verificato, ha pubblicato anche ciò che non faceva comodo a nessuno. Si chiama deontologia professionale, e in un panorama locale come questo assume il valore di un servizio pubblico. Ma adesso basta. Con questo comunicato la nostra lista cambia passo. Da oggi ogni narrazione a senso unico troverà una contro narrazione documentata, ogni omissione troverà una domanda pubblica, ogni inaugurazione troverà qualcuno che verifica se l’opera funziona davvero. Lo faremo con calma, con i fatti in mano e nei modi della democrazia: comunicati, presenza sul territorio, accesso agli atti, confronto diretto con i cittadini. E se questo livello non basterà, siamo pronti a salire di un altro: quello delle sedi istituzionali e degli strumenti formali che la legge mette a disposizione di chi vigila. Non è una guerra alle persone, che rispettiamo. È una battaglia per la verità su questa città, e siamo pronti a combatterla ogni giorno, fino al voto e oltre. Ciriè non è una favola. È una città vera, con problemi veri e cittadini veri.

Chi la racconta diversamente, da oggi, troverà sempre qualcuno a rispondere.

Matteo Emanuele Maino

Rappresentante della Lista civica: 
 “Ciriè. La forza del rinnovamento”

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