Simone: la sua storia

E chi lo ha detto che gli eroi stanno solo sui libri di scuola?

Dove è scritto che per incontrare un prode guerriero bisogna leggere le avventure di Omero? Gli eroi sono tra noi. Gli eroi vanno e vengono ma al contrario delle comparse, quando partono lasciano un segno indelebile.

Ed è per questo che è stato deciso di fare questo post. Per non dimenticare. Per non far sì che le memorie si logorino.

Incontro Lara dopo molti anni.
“Ciao Alessandro è da molto che non ci si vede. Come stai?” Diamo fiato ai soliti convenevoli, ma dentro di me sento una grande voglia di chiedergli scusa da parte di tutta l’umanità intera.

Con l’evento dei coscritti del 1999 sono venuto a sapere che c’è un ragazzo che non potrà partecipare alla festa. Anche lui avrebbe compiuto in questi mesi 18 anni. E anche lui avrebbe dovuto essere presente a questo susseguirsi di eventi.

Ma gli eroi hanno un sacco di impegni nella vita e quando il dovere li chiama non lo fa per ironia della sorte. Quando il destino li chiama loro devono andare perché da qualche parte, nell’infinito, c’è qualche galassia da conquistare, alcune stelle da accendere, un sole da riscaldare…

Non c’è proprio via di scampo per loro. Quando l’universo dice che è arrivato il loro tempo si devono presentare “a rapporto”.
E Simone, il piccolo grande eroe di Lara, ha intrapreso il lungo infinito Viaggio.

“Sarebbe bello ricordarlo. Ma solo se te la senti. Solo se rivangare non ti farà stare male”
“Assolutamente. Voglio ricordare. Lo ricordo ogni istante della mia vita. In ogni gesto, in ogni momento del mio tempo lui è con me. Parliamone.”

Chiedo di raccontarmi semplicemente la sua storia partendo dal giorno in cui hanno scoperto della sua malattia.
“Era dicembre 2003 e iniziò ad avere una febbriciola che andava e veniva, così lo portai dalla pediatra che mi diede delle medicine pensando fosse influenza. Nel frattempo arrivò Natale e venimmo quà (Cirie’) dai miei a festeggiare.

La situazione di salute di Simone non migliorava e di rientro​ dalle vacanze, il 9 gennaio 2004 lo portammo al pronto soccorso. Spiegai la situazione e l’infermiera informò i medici che nel frattempo stavano andando al bar.

Come videro Simone capirono che non ero una madre logorroica ma che c’era un problema serio. Evitarono di fare la pausa e si dedicarono a lui. Visitarono Simone facendogli vari esami, erano le 12 ed alle 16 ci diedero la notizia: Simone ha un tumore, un neuroblastoma.

Ci crollò il mondo addosso! che cos’era questo nome? Che succede? Morirà? Paura, tantissima paura. Dopo un paio di giorni ci trasferiscono in un’altro ospedale che da quel giorno diventerà la nostra casa.

Una volta appurato che fosse un neuroblastoma al 4* stadio iniziarono le terapie. A Simone gli avevano detto che aveva delle cellule impazzite e che doveva fare delle cure che però gli avrebbero fatto cadere i capelli. Non potevano dirgli bugie.

I mesi passarono e dopo la chemioterapia e un intervento con asportazione della massa e radioterapia Simone stette bene per 9 mesi. Poi dopo i controlli trimestrali la notizia che il tumore era ritornato. Così quel luogo ritornò nuovamente ad essere la nostra seconda casa.

Simone continuava a combattere era sempre sorridente. Era seguito da un team di psicologi che dicevano che aveva il sole dentro…Stette bene per tre mesi e poi di nuovo il tumore ritornò. Ogni volta si sperava perché lui reagiva, voleva vivere.”

Lara si ferma un attimo e continua a parlare di suo figlio come se fosse lì, accanto a lei. Come se sentisse una voce da dietro a suggerirle le parole. La voce di Simone che le rammenta uno ad uno tutti gli episodi di quegli anni.

Mi sembrava di sentire la voce di un bimbo che dice: ” ricorda anche che…”
Poi prosegue:
“In ospedale c’era la maestra di asilo che lo faceva spesso disegnare e lui disegnava sempre usando colori positivi…

Quando era a casa non stava mai fermo, ricordo che in quel periodo in TV c’era il wrestling ed aveva i suoi idoli. Quando il padre tornava a casa da lavoro, sia lui che il fratello maggiore facevano le mosse saltandogli​ addosso.”

Ancora un attimo di pausa. Un brivido di nostalgia forse, e la voce che suggerisce torna pronta e sicura a far parlare Lara.
“Dopo la terza ricaduta ne ebbe un’altra ed il 1*dicembre 2005 fece il trapianto di midollo donatogli da me… Pensa che disse ai medici “non è che poi mi crescono le tette ?” che sciocchino…

Li stette in isolamento per un mese ed io e mia madre ci davamo il cambio. Era snervante stare in quella stanza con cuffia, mascherina, camice e copri calze…Ma c’era lui che ci dava forza, mentre era lì arrivò una foto autografata di Valentino Rossi con dedica, idem di Capirossi e guanti di Buffon autografati.

Poi finalmente il 23 dicembre ci dimettono, arriviamo a casa entrando dal garage e lì il suo regalo tanto sognato la mini moto da cross della Malaguti…Non ci pensò due volte per salirci sopra e girare in cortile…

C’era addirittura la neve ma lui andava come se ci fosse sempre andato.
Arrivò 8 febbraio è dal day hospital organizzarono di fargli incontrare Vasco Rossi che gli disse “tu sì che sei un grande non io”. Lui era strafelice ….

Con i mesi a seguire sembrava andasse tutto per il meglio ma purtroppo arrivò presto la triste notizia che il tumore stava divorando pure il mio midollo…Lui era stanco e non voleva più fare la chemio e voleva i capelli lunghi….E siccome non c’era più nulla da fare prendemmo la decisione di lasciargli vivere gli ultimi mesi a casa, facendo comunque trasfusioni al bisogno….

Erano i primi di giugno e mi disse che voleva andare a prendere il regalo di compleanno per il padre,che però compiva gli anni a luglio. Gli prese un orologio dicendomi che così avrebbe visto l’ora per tornare a casa da lavoro e di darglielo il giorno del suo compleanno.”

Adesso la voce che sussurra dietro le spalle della mia amica Lara si starà sicuramente facendo sempre più fiera e sicura di se’.

“Nonostante il dolore non voleva la morfina perché diceva che lo rincoglioniva, la volle solo la sera del 28 giugno quando intorno alle 19 mi chiamò accanto a lui e mi disse: “mamma da domani io inizio​ una vita nuova, me lo prometti che io inizio una vita nuova???? “Ed io allibita risposi di sì.

Poi disse “devi prendere tutti i miei giochi e darli a chi vuoi tu! E comprarne di nuovi!” Ed io dissi che andava bene che gli avrei preso tutti i giochi che voleva… Poi chiese di dormire tutti insieme e prese la morfina.

Al mattino il padre si svegliò per andare a lavorare. Mi svegliai pure io, lo toccai ed era caldo, ma aveva la punta del naso freddo. Capii che era arrivato il momento. Chiamai l’ospedale spiegando la situazione e mi dissero che era arrivato il momento.” Chiamai mio marito che rientrò da lavoro. In casa c’era il fratello ed i miei genitori …Alle 11,31 il suo cuore smise di battere.”

Decidemmo di far cremare Simone, perché il pensiero di lasciarlo al cimitero mi rattristava. Il giorno del funerale non volli che nessuno piangesse, e volli le campane a festa ed all’uscita della chiesa c’erano i suoi amichetti con i palloncini che li fecero volare in cielo…Poi chiamai a casa tutti i parenti ed amici stretti e diedi l’ultima festa in onore di Simone con pizzette e pasticcini…Lui avrebbe voluto così”

Adesso la voce che suggeriva il racconto alla mia amica credo si sia assentata per un po’. Giusto il tempo di combattere contro astronavi pirate e mostri interstellari. Quella voce avrà da accendere un’altra stella.

 

 

 

 

 

 

 

Dovrà scaldare di nuovo un po’ uno dei tanti soli che si stanno affievolendo. Quella voce che appartiene a un eroe di nome Simone deve andare: e’ l’universo intero che glielo chiede. Ma tornerà. Puntuale, tornerà! E da oggi anche io ho un nuovo eroe. Un eroe che si aggiunge ad altre piccole grandi stelle che ogni notte illuminano il mio cielo. Il nostro cielo.
Grazie Lara Kov
Grazie Simone. Sei stato bravissimo a suggerire a mamma!

di Alessandro Baccetti

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