Chiuso per saldi

Eppure ci provo in tutti i modi a farmi piacere le persone, a trovare il bello in ognuno di loro. Il bello e il buono.

Non credo che si possa essere così subdoli da rilasciare dichiarazioni che poi a distanza di un anno verranno smentite. Non si può avere la faccia così di bronzo, soprattutto se vivi sotto i riflettori.

Chi decide di guidare una cittadina prende un impegno serio, fa promesse che, cascasse il mondo, deve quanto meno provare a realizzare. I nostri amministratori sono stati bravissimi ad entrarci nel cu…ore, con le loro facce fotoshoppate sui manifesti elettorali, con i loro sorrisi, ma soprattutto con le loro chiacchiere.

E non mi sto riferendo a grandi interventi come la bonifica dell’IPCA per cui aspettiamo un milione di euro da quasi un anno, no! Mi riferisco ad una banale notte bianca dove il compito del Comune è chiudere la via centrale e assicurarsi che le norme per la sicurezza vengano rispettate.

A tutto il resto pensano i negozianti con l’aiuto di una associazione di categoria. Pare che tutto ruoti intorno al Dio denaro, non si organizza nulla senza sborsare una cifra seppur irrisoria per un Comune che vanta un bilancio da 25milioni di euro.

Chiudere la strada e organizzare un evento diventa un’impresa titanica, tutta colpa del decreto Gabrielli che la lungimirante amministrazione Devietti indica come la colpa di tutti i mali, ma che poi riesce a passare in deroga per gli eventi che la vedono protagonista.

E poi non parliamo delle associazioni dei commercianti, ben 2 a Ciriè, Ascom rappresentata da uno negoziante del centro storico e Confesercenti con una presidente che non perde occasione per apparire sui giornali con i suoi selfie, ma che in realtà conclude ben poco o meglio niente.

Due associazioni che se solo collaborassero o si facessero concorrenza, riuscirebbero a portare a casa un risultato importante per quel che concerne il commercio cittadino. Invece no, la staticità assoluta, il niente condito col nulla e manco a dirlo fanno il gioco dell’amministrazione.

Ma vuoi vedere che son tutti d’accordo? Se ci va bene (e al pensiero comincio a tremare) al prossimo giro ce li troviamo tutti insieme appassionatamente per amministrare la bella Ciriè.

Fortuna che c’è ancora chi ci crede, chi in una fredda serata d’inverno tiene aperti i suoi tre negozi (Tezenis, Calzedonia e Intimissimi) perché non vuole disattendere le aspettative della propria clientela. E dichiara orgogliosamente il giorno dopo di aver fatto la scelta giusta, perché se essere nel commercio vuol dire sacrificio, il rovescio della medaglia è la soddisfazione del risultato.

Lo dicevo io che tra gli statici e gli stitici era meglio appartenere al secondo gruppo.

di Cinzia Somma 

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