Bullismo…chissà se abbiamo visto tutto

È strano dover tornare nuovamente a parlare di bullismo nel 2019. Ed è ancora più strano doverlo fare nuovamente nella nostra bella e tranquilla vallata. Ma è poi così tranquilla?

Se si fa un resoconto dei fatti di cronaca che hanno riempito i giornali locali (e in qualche caso anche quelli nazionali) forse capiamo di non trovarci in quella isola felice che ci vogliono far credere. Ed in un contesto tale come possiamo pretendere che i nostri ragazzi crescano con sani principi?

Possiamo mettercela tutta a casa ma, se appena fuori dal loro naso qualcuno spaccia davanti alle scuole medie, da fuoco a sei pullman e a decine di auto; se qualcun altro spara contro le vetrine dei negozi del centro, noi, cosa possiamo pretendere? Se i nostri ragazzi sono abituati a tanto, che gravità potranno mai dare ad un gioco idiota? Nessuna. E vi assicuro che, lavorando a stretto contatto con il pubblico, posso affermare che molto difficilmente ho conosciuto ragazzi maleducati o impertinenti. Li vedo sempre gentili e quelli che all’apparenza non lo sono in genere sono semplicemente timidi.

Quindi hanno imparato a come comportarsi in pubblico, ma è il branco che detta la legge. Ed è più facile dar vita ad un branco aggressivo in una città dove la violenza la fa da padrona. Bisognerebbe far capire ai ragazzi che la loro città non è violenta e che chi la vive vuole serenità e pace. Bisogna spiegare loro che quegli atti non ci appartengono come comunità e che sono atti sporadici che avvengono per caso. Puro e stupido caso.

Sento spesso commenti aggressivi dove si raccomanda di dare “botte e sberle”, ma così si alimenta la violenza e l’odio: un ragazzo malmenato dai genitori potrà solo diventare un violento o un incompreso chiuso in se stesso e senza la forza di inserirsi nel mondo che lo circonda. Parlare e ancora parlare, questa è la soluzione. Poi per carità, i figli sono di chi li fa e l’educazione è una prerogativa esclusiva dei genitori (anche se vorrei ricordare che picchiare i propri figli è reato punibile dalla legge).

Quando leggo i fatti di cronaca e i commenti sul gruppo l’Altra Cirie’, mi sembra di vivere in un isola felice dove tutti si schierano dalla parte del più debole, quindi sono convinto che con questa gente non abbiamo nulla a che fare: facciamo in modo che neppure i nostri figli abbiano mai a che fare con questa gente.

di Alessandro Baccetti

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