Torniamo Primitivi

Ma dov’è la giusta proporzione tra quello che abbiamo ottenuto e il prezzo che ci è stato imposto?

Computer che fanno viaggiare virtualmente oltreoceano e che ci parlano di pensieri e eventi lontani anni luce da noi. TV grandi quanto le nostre pareti che ci mostrano ricchezze e tragedie di cui potremmo tranquillamente fare a meno di conoscere.

Luce artificiale forte e chiara notte e giorno. Case talmente riscaldate che spesso dobbiamo aprire le finestre per poter fare entrare un po di aria in inverno. Quintali di cibo avanzato che gettiamo regolarmente nella spazzatura solo perché avanzato.

Cellulari che ci mettono in contatto con gente di cui potremmo tranquillamente fare a meno di conoscere. E tutto questo per un conto che ci è stato presentato decisamente sproporzionato. Un po’ come il caffè in piazza San Marco a 10 euro o la pizza di Cracco a 30 euro. Abbiamo pagato con guerre e pandemie in cambio di uno stile di vita “agiato”. E abbiamo pagato tutto e subito in contanti con una garanzia limitata e poco chiara.

Tutto ciò per alimentare l’avarizia di politici e capi di stato che bramano al potere, alla ricchezza e alla onnipotenza. Io personalmente rescinderei dal contratto: dateci la nostra terra, lasciateci nelle nostre case con le nostre famiglie.

Ci scalderemo con la legna e costruiremo le nostra “economia” con i nostri vicini confinanti. Se in Russia avranno scoperto nuove armi o se in America avranno raggiunto Marte non ce ne fregherà un caxxo. Torniamo a quando “non avevamo niente ma si stava meglio”. Regrediamo. Il concetto di globalizzazione non era inteso come unione dei popoli bensì come concetto di sfruttamento del nostro lavoro al fine di arricchire il potere di pochi eletti. Andate voi in Piazza San Marco o da Cracco ad alimentare ricchezze e arroganza. Ma fatelo con i vostri soldi e non con i nostri sacrifici. Fanculo al sistema. Fanculo alla g

di Alessandro Baccetti

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