Un angelo a motore

Notizie brutte che sconvolgono la comunità sono sempre tristi da divulgare.

Quando poi si tratta di persone che hanno vissuto e dato un contributo alla città facendo (insieme alla famiglia) di una concessionaria di moto una vera e propria istituzione conosciuta in tutto il Piemonte, il ricordo diventa d’obbligo. Ma Roberto non era solo un commerciante di successo, non solo.

Ricordo i nostri vent’anni quando se non eri invitato alle sue feste non eri nessuno. E alle sue feste c’eravamo un po’ tutti in quegli splendidi anni ‘90. Risate e spensieratezze che solo chi ha quell’età può capire.

E poi le discoteche. Le abbiamo girate tutte in Piemonte. Non importava se fossero vicine o a 200 chilometri: bisognava andarci. E il caffè del sabato sera in centro a Milano perché nessuno del gruppo aveva voglia di andare a dormire era uno sfizio che spesso ci toglievamo. Se si usciva con la sua macchina bisognava mettere in conto che non si sarebbe rincasati prima delle cinque del mattino.

Eravamo in tanti e adesso a dire il vero ci siamo persi un po’ tutti.

È triste ricordare quei momenti solo quando un vecchio amico se ne va. Ma così è la vita. Restano i ricordi e quelli nessuno ce li può portare via.

Svaniscono presenze terrene ma le anime continuano a vagare imperterrite sui cieli delle nostre città. Buon viaggio Roby. E adesso riposati.

di Alessandro Baccetti

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