Destinazione Paradiso… o quasi!

“E andiamo! Dai Sabry! Ci sono tutte le chiese aperte oggi! Preparati e partiamo.

Destinazione Lanzo. Chiesa di Santa Croce”

“Ma visitiamo o ti fermerai a fare mille domande al custode o peggio ancora al prete? Vengo ma niente registratori né taccuini.

Solo la visita. Osserviamo e ascoltiamo la guida senza farci notare. Ok?”

Il mio problema è, come dice mia moglie, che spesso prima parlo e dopo penso. Ma questa volta cercherò di farcela. Cercherò di provare la sensazione di visitare senza commentare.

Da fuori la chiesa e medievale ma all’interno ci sono solo pochi affreschi di quel periodo. Un signore anziano ci accoglie con una tranquillità invidiabile.

“Buongiorno vi trovate in una chiesa attiva più che mai. Qui si dice messa tutti i giorni alle nove per cinque o sei vecchiette”.

Sorride con gli occhi la nostra guida improvvisata.

Ci sono solo quattro persone a visitare la chiesa. Una signora ci interrompe in quanto ha messo un euro nelle candeline e queste non si sono accese. È particolarmente irritata, ma la nostra guida la rassicura dicendole che l’offerta è stata fatta e che lui non ne può nulla. I quattro vanno via brontolando e noi ci sorridiamo su

“Torniamo a noi. Questa un tempo era un ospedale “di ponte”. Qui venivano ricoverati i viandanti che avevano problemi di salute. Parliamo del 1300. Poi la chiesa è’ stata anche una sorta di locanda dove le persone di passaggio venivano a riposare e a ristorarsi prima di ripartire. Lanzo è una città importante”

Lo interrompo chiedendogli notizie sul fatto che Lanzo un tempo era ben più importante di Ciriè. A questo punto, spostando gli occhi verso destra notiamo un signore che ci guarda da dietro una volta della Chiesa. Si avvicina e rassicura il suo amico che andrà avanti lui con la spiegazione. I due,evidentemente amici da tempo sorridono e fanno il passaggio di consegne.

“Dove eri arrivato con la spiegazione? Gli hai detto che avevano sbagliato a fare l’altare? Che era troppo alto e che hanno dovuto alzare il tetto della
Chiesa?”

“Non ancora, ma lo hai appena fatto tu. Mi chiedevano se un tempo Lanzo era più importante di Ciriè. Che ne dici?”

“Intorno al 600 Lanzo aveva gli stessi abitanti di Torino. E se oggi Torino è diventata una metropoli, Lanzo conta gli stessi abitanti di allora, pressoché.”

Sorridono e si scambiano battute. Intanto scopriamo che la nostra seconda guida è un professore di storia che ha insegnato da sempre presso i Salesiani di Lanzo. Una passione, ma oltremodo una vera e propria fede.Ci parla del suo dispiacere e della sua amarezza quando l’ordine ha deciso di chiudere la scuola di Lanzo, ripensava all’ultimo concerto che chiudeva una pagina della storia. La sua storia. Ci ricordava che gli occhi erano diventati lucidi quando la sua classe intonò per l’ultima volta l’inno di Don Bosco in una sala gremita di gente. Ma non lasciarono che tutto finisse. Seppure in età di pensione decise di continuare il percorso della scuola. Insieme ad altri professori presero in mano le redini dell’istituto formando una cooperativa al fine di continuare a tenere in vita la scuola. E ancora oggi la scuola esiste. Il nostro amico però è andato in pensione e ci vuole invitare a casa sua a prendere una

Videocassetta dove è stato ripreso l’ultimo concerto dell’ultimo corso, dell’ultima sezione dei Salesiani di Lanzo. Videocassetta finanziata da lui(all’insaputa della moglie) ma che le ha dato un sacco di soddisfazioni facendolo rientrare completamente delle spese. Diciamo che lo faremo volentieri, che avremo preso in prestito il nastro e visionato con molto piacere, ma ciò non accadrà in quanto il nostro nuovo amico ci farà fare tardi.

“Venite! Vi faccio vedere la croce più pesante che abbia mai visto. Questa croce era stata rubata chissà dove e poi portata qui da una nota famiglia del posto. In cambio della donazione, si fecero promettere che una volta all’anno sarebbe stata portata in processione e che detta processione solo una persone di questa famiglia avrebbe potuto farla.. Intanto usciamo fuori e notiamo archi in arte gotica bellissimi e un’intonaco a dir poco orribile fatto in tempi moderni. Il tutto ci viene spiegato in un linguaggio sublime che solo un professore di vecchia data avrebbe potuto fare. Un insieme di parole in italiano, piemontese e latino che inebriavano il nostro incontro

“Guardate questo affresco. Cosa vedete? Venite più vicino”

“Vediamo in occhio. Di chi si tratta? Della Madonna?”

L’affascinante affresco è

Completamente rovinato e non si riesce a distinguere bene l’immagine dall’intonaco che lo ricopre.

“No! Si tratta di San Cristoforo. Dietro gli occhi potete notare altri due piccoli occhi. È il Gesù che

Viene portato da San Cristoforo al di là del fiume”

Penso che ci vede meglio di noi il professore. Intanto si accende una sigaretta ma non la fuma tutta. A metà la spegne senza gettarla. La finirà più tardi.

“Qui benedicevano anche gli animali, sapete? Infatti io e l’Asu del mio
amico è per questo che siamo stati messi qui oggi”

Anche il suo amico sorride e conferma la teoria. Abbiamo conosciuto due persone importanti di Lanzo. Due amici che non si sono dimenticati l’uno dell’altro per tutto il tempo della loro
Vita. Uniti dalla passione e dall’amore dell’ordine dei Salesiani. Rimasti uniti da un’esperienza che li ha forgiati per Quello che sono.

“Vedi?” Mi dice mia moglie

“Poi dici che i piemontesi sono chiusi e non danno tanta confidenza. Abbiamo conosciuto questi signori solo oggi e mi sembra di averli conosciuti gia secoli fa”

“Hai ragione devo ricredermi.” Peccato che sia tardi ma il 30 Settembre siamo stati invitati al Collegio e il nostro amico ci porterà la

Cassetta dell’ultimo “canto” da Visionare e magari la Pubblichiamo sul  Gruppo. Che dici?”
“Dico che sarebbe bello
Che l’ordine dei Salesiani riprendesse in mano il Collegio. Dico che sarebbe bello poter assistere ad un concerto di apertura e non a  Dover essere malinconici pensando a quello di chiusura”

A venerdì prossimo nuovi amici di Lanzo! In fondo come dice mia moglie ascoltando questo professore ha come l’impressione di vedere me tra trent’anni.. il piemontese però lo conosco meno… e anche la storia così come il latino….

Di Alessandro Baccetti

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