Vaccarino

Come si faceva la rivoluzione a Cirie’ negli anni settanta? Ma soprattutto, si faceva la rivoluzione negli anni settanta a Cirie’? Proviamo a cercare un sindaco che facesse parte di qualche ambiente rivoluzionario.

 

 

Ne conosciamo uno che per un breve periodo è riuscito a tingere di rosso il palazzo Doria. Si tratta del professor .Vaccarino Giacomo, che fu sindaco di Cirie’ nella metà degli anni settanta.
Si avvicina nella Piazza San Giovanni e chiede”siete voi che mi avete cercato per telefono?”
“Certo! Vorremmo parlare un po’ di lei e del suo operato di sindaco”.
“Bene sediamoci un attimo e vi racconto un po di storia. Ecco, immaginatevi un film western. Un fortino e pochi combattenti racchiusi in un posto poco sicuro. Immaginatevi un sacco di persone che vogliono far saltare la nostra base per appropriarsene.

E’ stato così il nostro mandato. In effetti alla fine sono riusciti a farci andare via. Dopo tre anni eravamo fuori. Io avevo trent’anni e molti dei miei collaboratori erano giovani come me. Ci abbiamo provato.

Ma Cirie’ è una cittadina in cui non si vogliono grandi cambiamenti. Tutto molto tranquillo. Nessuna grande rivoluzione. Cirie’ è un paese essenzialmente democristiano. Lo era allora e lo è adesso. In fondo il Pd non è certo il Pc. Il Pd è la democrazia cristiana di sempre.”

Ma perché, penso, non ci devono essere novità? Perché tutto deve essere tranquillo e stabile?

Mai non trovo risposta. Ho come un senso che il cambiamento non possa avvenire, per il semplice fatto che NON DEVE AVVENIRE.

Sento che tutte le cose si sono ripetute nel tempo con la stessa cadenza. Capisco che i commercianti hanno un grandissimo rilievo in Comune(giustamente, con le tasse che pagano!) e che c’è già stato allora come oggi una connessione tra CONSOB e politica.
” quindi oggi come allora niente lotte?”
“Certo che no! Allora si lottava! E Che lotte! Anche i moderati di oggi un tempo combattevano “contro” con forza!”
Penso alla politica di adesso dove
a parte qualche sprazzo di rabbia(a volte insensato), di lotte non se ne vedono proprio
“Cosa avete fatto ? Dico in quei tre anni”
“La scuola Elementare di via Taneschie, il primo Expo di Cirie’ che prendeva tutti i viali di Corso Martiri e avevamo affidato il servizio mensa delle scuole al ristorante Mario. Poi volevamo prendere in mano il piano regolatore ma non c’è lo hanno permesso”.

Mi ricordo dell’expo. Ero bambino e facevamo la gara a chi riusciva a farsi dare più adesivi dagli standisti. Poi per quanto riguarda la scuola di Via Taneschie io sono entrato in quella scuola proprio l’anno dell’apertura. Ricordo Mario che portava da mangiare in refettorio.

Ricordo che era una scuola sperimentale dove si facevano un sacco di cose che adesso alle elementari non ci si sogna neppure di poter intraprendere. Ogni attività adesso va pagata fino all’ultimo centesimo rendendole non accessibili a tutti. Quindi c’erano un sacco di novità, ma a quanto pare le novità facevano un po’ paura e tutto si è un po’ spento. Penso che i comunisti del tempo avrebbero dovuto esagerare un po’ di più, ma che ne so io? Ero solo un bambino.

Ma la città era a misura di bambini allora. Le attività erano tante e vivere in strada voleva dire far parte di una comunità. Eravamo in tanti, certo, ma forse si stava meglio. Chissà.

Avrei altre cose da chiedere, speriamo di rincontrarlo. Tra l’altro ha scritto anche dei libri ed è un intellettuale di conto il nostro nuovo amico. Cercheremo tra i suoi scritti altre cose da chiedergli e lo rincontreremo!

Di Alessandro Baccetti

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