Ilmen, custode di segreti

Dovete sapere che …

Nella Valle incantata di Lanzo, su in cima ad una montagna abita un signore che custodisce misteri e segreti delle nostre alture. Si tratta di enigmi religiosi, arcani ed occulti che avvolgono da sempre il nostro territorio.

Storie di magia e di fenomeni naturali e soprannaturali che fin da tempi più remoti si sono verificati tutto intorno a noi e ai nostri avi.
Come vi dicevo prima, lui vive lassù in cima alle alture di Chiaves. Per arrivarci dovrete attraversare boschi e saltare torrenti. Sarete obbligati a guardare negli occhi intere famiglie di cinghiali ed accarezzare decine di corna di stambecchi. Sentirete il fruscio di serpenti accompagnare i vostri passi e i rami delle querce intonare musiche spettrali che la vostra mente vorrà a tutti i costi cancellare. Vedrete penzolare da antichi ruderi di casolari delle trecce bionde di principesse imprigionate (fossi in voi però passerei oltre perché con i draghi non si scherza).
Vi arrampicherete su rami deboli di faggi e salterete con le liane per almeno cinque o sei chilometri in linea d’aria. Sempre che non decidiate di andarci in auto: in quel caso vi basterà parcheggiare nella piazza principale del paese e in un batter d’occhio (tre passi circa) arriverete a destinazione. Non vi dirò l’opzione che ho scelto io, sappiate solo che non ero stanco quando sono arrivato nell’ufficio del nostro nuovo amico ed ho trovato subito parcheggio.

Entrando lo vedo in lontananza seduto dietro una scrivania in legno pregiato. Mi avvicino con cautela e noto che davanti a lui ci sono decine di libri arcaici scritti in latino e aramaico antico. Per quel che ne capisco io sarebbero anche potuti essere stati scritti in klingon (cosa che non escludo a priori). Decine e decine di rotoli di pergamena fanno da pavimento al suo piccolo ufficio. Schemi e disegni a me incomprensibili appaiono davanti ai miei occhi ormai abbagliati da tanta magia. Mi sembra anche di respirare della polvere colorata che aleggia sopra la mia testa.
Saluto ma non ricevo risposta. Lui continua a sfogliare papiri e ad aprire e chiudere libri dalle copertine rigide e ingiallite dal tempo. Alla mia destra decine di alambiccus lavorano a pieno ritmo distillando erbe aromatiche che emanano profumi forti e gradevoli.

Continuo a salutare per un paio di volte e non ricevendo risposta decido di attendere. Qualcosa accadrà, penso tra me e me. D’un tratto Ilmen (è questo il nome del nostro amico) prende un foglio e fa un brusco scatto dalla sua sedia. “Ecco! È questo quello che cercavo! Guarda qui!”

Diventa d’un tratto sorridente e felice di mostrarmi uno dei suoi tanti reperti. Mi mostra il documento in cui sancisce il ritrovamento della ormai famosa pietra di Chialamberto. È lui che l’ha scoperta per primo due anni orsono. Ma non è una gara quella che vuole affrontare e specifica di essere felice della pubblicità fatta a quel pezzo di storia della Valle. Vuole che la gente conosca il luogo e che ne possa assaporare tutta l’energia che ne trascende. Mi accompagna fuori dall’ufficio e mi fa entrare nel suo regno: Il”Museo di archeologica sui rinvenimenti nelle Valli di Lanzo”. Qui sono fotografate e documentate altre centinaia di ritrovamenti archeologici riguardanti la Valle di Lanzo. Ritrovamenti che lui, insieme ai suoi collaboratori, hanno scoperto e riportato alla luce.

Le religioni che vengono abbracciate sono le più disparate. Si parte dal cristianesimo con i suoi piloni sacri sparsi per tutto il territorio e fotografati uno ad uno. Voltando lo sguardo si possono osservare poi le testimonianze celtiche e preistoriche rupestri che rendono magiche molte delle stele che si trovano un po’ ovunque per le nostre montagne.
Per poter codificare, apprendere e visitare tutte queste perle di conoscenza dovrete studiare molte lingue, sfogliare centinaia di libri e vagare per le valli senza una meta e senza una bussola. Dovrete affrontare il freddo, il gelo e la neve e dovrete scalare montagne sperdute e sconosciute. Sarete costretti a ballare con i lupi e a cantare con le marmotte. A meno che decidiate di chiedere a Ilmen: In quel caso vi basterà scrivergli su messagger e lui vi darà tutte le risposte che da sempre andate cercando. Non ci sono segreti che tengano per lui. E non vede l’ora di condividerli con tutti noi.

Grazie a Cristian Raugei e Fiammetta Siletto per avermi accompagnato in questi posti splendidi di Chiaves e Monastero di Lanzo.
Ma soprattutto grazie per la disponibilità di Ilmen Gavassa e per la sua preparazione storica e archeologica che ha voluto condividere con noi.

di Alessandro Baccetti

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