I sudditi a rapporto dalla regina Devietti.

Che i giochi abbiano inizio:

Il tendone è pronto. Pronto ad accogliere i sudditi del primo cittadino. Villa Remmert si veste di Devietti. La gigantografia della prima donna ciriacese troneggia su di un maxi schermo che immortala il suo sorriso ed il suo sguardo che scruta dall’alto i presenti. Già.. ma chi sono i presenti? Se teniamo conto che ben 48 delle persone che occupano le sedie della struttura sono i candidati per le tre liste civiche che vogliono Devietti nuovamente sindaco, resta qualche parente e qualche (pochi) amici dei pretendenti alle poltrone.

Quindi potremmo dire che se la sono suonata e se la sono cantata. Gli unici estranei che non erano ne candidati ne parenti di candidati, eravamo io, Cinzia, Dario e il fotografo ufficiale della manifestazione. C’era anche un signore che portava a spasso il cane, a dire il vero. Non c’erano neppure giornalisti o perlomeno nessuno di quelli che consociamo. Ed è un vero peccato.

È un peccato perché da queste occasioni si potrebbe riuscire a ridare vita alla città. Tornare alla normalità. E dire che lei, la nostra sindaca Loredana, ha talento.

Riuscire a riunire sotto la propria ala protettiva così tanta gente non è cosa facile. La sua vincita data quasi per scontata, ha fatto sì che molti del vecchio PD si trasferissero da lei. Gente a cui piace vincere facile o semplicemente gente che non vuole staccarsi dal mondo politico cittadino.

Se è per passione o per altri interessi non lo so. Il vero problema è che non si sono tirati fuori programmi. Quelli pare verranno elencati mercoledì prossimo: stessa spiaggia, stesso mare. Quindi ad ora si è ancora cercato di fare politica alla vecchia maniera: votami perché mi conosci. Votami perché sono di Cirié. Votami perché sono sposato e perché sono un imprenditore. Votami perché ho figli. Votami perché ho una famiglia normale. Votami perché sono in pensione. Votami perché ho uno studio. Votami perché sono ricco. Votami perché sono giovane. 

Alcune facce incutono paura, altre rassicurano. Ad alcuni dei pretendenti  ti viene voglia di mettere la x a fianco al suo nome. Altri di mettere la x sopra il suo nome. Ma sono pensieri che ci passano per la testa perché non si è parlato di programmi, ma si è solo voluto puntare su facce e su ruoli nella società. Tutte cose che non riguardano la politica. 

Ma ci stupiremo. Mercoledì prossimo cercheremo di capire dove vogliono arrivare. Volgiamo l’ambizione. 

di Alessandro Baccetti

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