Socialmente Blasè

Dario Zabardi

“Non mi dispiacerebbe essere venduta”

” Tesoro lo sei già… lo siamo tutti!”

È questa la frase che l’attore pronuncia nell’ultima parte del monologo che riassume meglio di quanto io potrei mai fare, il succo della denuncia sociale che il gruppo delle Officine Gorilla ha portato sul palco di Fiano questa sera.

Sabato sera, decidiamo di recarci nuovamente a teatro, fin’ora l’associazione Macapà e “Ponti di Vista” non ci hanno mai deluso, anzi! Sono stati sempre al di sopra di ogni aspettativa.

Lo spettacolo di questa sera è “Blasè”, sappiamo solo che si tratta del sequestro dell’ e-commerce più famoso al mondo e null’altro, quindi ci accomodiamo curiosi di assistere alla rappresentazione.

Un’ora scarsa intensa e avvincente che vede il palco calcato da un’unica persona ma da una pletora di personaggi che vive il dramma di un sequestro dal proprio personalissimo punto vista: alcuni rendendosi conto di essere un infinitesimale ingranaggio di una macchina mostruosa, altri vivendo la vicenda secondo la propria sensibilità, o insensibilità.

Un testo magistrale, immediato e d’impatto, ambientato in un magazzino Amazon in cui il colosso della distribuzione è a sua volta ingranaggio di un sistema ancora più grosso e complesso che è la società umana dominata dal dio denaro e in cui, proprio per il denaro nasce il dramma con tutte le sue sfaccettature, portate in scena dal cinquantenne vittima sacrificale perfetta, dalla responsabile stronza, dal collega troppo qualificato, dalla dirigente wamp e snob, dal consulente che già vede come monetizzare l’accaduto, dal seguace incazzato, sempre ad opera di uno strepitoso Michele Puleio che cambia voci, accenti, facce, portamenti e stature per rappresentarli al meglio…

Puleio che interpreta la dirigente wamp e snob

Un bello spettacolo, che si collega idealmente agli altri a cui abbiamo assistito a Fiano in cui il malessere non riguarda situazioni estreme dovute a circostanze particolari, ma riguarda la quotidianità che tutti noi affrontiamo e in cui cerchiamo di sopravvivere.

Nota particolarmente gradita al sottoscritto, ma a giudicare dalla partecipazione anche al resto del pubblico, è stata la chiacchierata informale con Luca Zilovich, autore del testo, e lo stresso Puleio, a fine spettacolo.

Il regista Luca Zilovich con l’attore Michele Puleio

Che dire? Spero di vedere presto altre rappresentazioni di questo sagace e capace gruppo. E se doveste vedere una locandina che vi invita ad uno spettacolo teatrale della compagnia e delle associazioni coinvolte, non perdete l’occasione: prenotate il vostro posto in prima fila!

di Dario Zabardi

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