CIRIè NEL TEMPO

Giacomino a Rischiatutto

Ero lì sul divano a cercare disperatamente qualcosa di interessante da vedere in tv.

A volte mi rendo conto che passo più tempo a cercare che effettivamente a vedere qualcosa.

Ho un sacco di tv a pagamento, ma trovare qualcosa che renda sensato perdere il mio tempo diventa sempre più complicato.

Eppure c’era un tempo in cui la televisione era un’istituzione e tutta l’Italia aspettava che arrivasse sera per potersi attaccare al tubo catodico e “vivere” quel momento di pura aggregazione.

Chi non aveva il tv andava da amici o al bar, ma per nulla al mondo avrebbe rinunciato ai programmi della Carrà o di Bongiorno.

E parlando di Bongiorno, c’è un aneddoto straordinario che dobbiamo ricordare e che riguarda proprio un nostro concittadino, capace di diventare famoso in tutta Italia grazie a una lunga e proficua partecipazione al quiz.

Parliamo di Domenico “Giacomino” Piovano (1943-2010), uno dei concorrenti più leggendari della storia di Rischiatutto.

Ma dietro al suo trionfo in cabina ci sono dettagli che sembrano usciti da un romanzo.

All’inizio degli anni ’70, in piena Guerra Fredda, Giacomino si presentò ai provini chiedendo di essere esaminato sulla Storia della Russia.

Gli autori della Rai, per evitare polemiche o sospetti politici in prima serata, gli consigliarono caldamente di virare su qualcos’altro.

Fu così che ripiegò sulla geografia mondiale, portandolo comunque dritto alla gloria.

Restò in carica come campione per ben sei puntate a cavallo tra il 1972 e il 1973, portandosi a casa la cifra astronomica di 32 milioni di lire, una somma che all’epoca permetteva di acquistare tranquillamente diversi appartamenti.

Cedette poi lo scettro all’indimenticabile Enzo Bottesini.

La sua non era una conoscenza puramente mnemonica.

Piovano conosceva alla perfezione oltre dieci lingue e utilizzò i proventi della vincita e la sua immensa cultura per alimentare la sua più grande passione: viaggiare, diventando un vero e proprio esploratore e cittadino del mondo.

Nonostante i continui viaggi all’estero, Giacomino rimase sempre legatissimo a Cirié, la sua città natale.

Quando ci ha lasciato nel 2010, troppo presto, i giornali ne hanno ricordato la figura, celebrando l’uomo di cultura e il giramondo che portò un pezzo della nostra città nell’Olimpo della televisione italiana.

Perché Cirié e le nostre valli hanno avuto, e chissà forse avranno sempre, grandi personaggi capaci di scrivere pagine di storia in tutti i campi, spettacolo compreso.

di Alessandro Baccetti

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