Ciriè e il suo magnifico presepe

Natale in casa Cupiello resta una delle opere più emozionanti che abbia mai letto. De Filippo tratta la storia di una famiglia povera napoletana che ha perso gran parte dei suoi valori essenziali.

Ma il protagonista capofamiglia Luca non vuole mollare e punta di poter recuperare tutto sfruttando la data più emozionante dell’anno: il Natale. E a Napoli così come in casa Cupiello, Natale è sinonimo di presepe.

Dalla prima all’ultima scena cerca in tutti i modi di far apprezzare, specie al proprio figlio più ribelle Nennillo, il suo lavoro e la sua passione nel costruire il presepe. Il presepe diventa non solo una piccola rappresentazione religiosa, ma una vera e propria ricerca di riscatto dalla vita e dalla condizione che la società ci costringe ad affrontare.

Presepe diventa sinonimo di unione e di famiglia. E non solo a Napoli. “Te piace o presepe?” Questa frase della commedia la si sente spesso e mi torna in mente in questa domenica di Gennaio mentre mi avvicino alla chiesa di San Giuseppe. Gliela ripeto in continuazione a mia figlia e lei di conto ride e chiede se sono impazzito. “Torniamo al presepe. Questa volta con tanto di guida” dico a Noemi “Bello! Andiamo… ma … te piace o presepe?”

E giù a ridere Arriva Marzia, una amica che conosce il gruppo e che ci ha organizzato un incontro con chi ha molte notizie a proposito dell’evento più importante dell’anno nella nostra Cirié. Suo padre Gerardo Bozza e’ entrato nel gruppo che oggi conta 14 volontari da alcuni decenni ma noi abbiamo il piacere di incontrare oltre a lui alcuni dei fondatori del presepe : Giovanni Caudera e Piervittorio Zorzi.

Li trovo tutti e tre dietro una piccola scrivania dove si vendono i loro souvenir, ma mi accorgo di essere circondato da maglie blu divise tra il presepe e il banco di beneficenza… oggi è l’ultimo giorno e tutti si sentono in dovere di fare una “scappata”.(1) Mi complimento per l’opera e insisto nell’affermare che un piccolo capolavoro come questo non è abbastanza sfruttato dalla nostra comunità .

Il Natale della nostra città dovrebbe girare attorno all’ “evento presepe” e non capisco perché non si voglia far valere questo impegno costante di alcuni volontari. “Abbiamo provato a fare di tutto. Ci siamo attivati in ogni modo. Innanzitutto abbiamo chiesto ai commercianti di aiutarci a pubblicizzare l’evento. Non dimentichiamo che il presepe attira gente da diverse parti del Piemonte e non solo. In media ci sono oltre 6000 visite all’anno. Non dimentichiamo che la miniatura del presepe è stata esposta a Roma, a Firenze, a Verona e in tante altre città nelle piazze principali con un successo enorme.

Non dimentichiamo che grazie a parte dei ricavati delle offerte abbiamo fatto in modo che venisse fatto qualche anno fa un pozzo in Indonesia e per questo siamo stati fino ad Aversa (Arezzo) dalle suore Francescane che se ne occupavano …… Non dimentichiamo che quasi tutto il ricavato va alla Caritas, parte viene destinato al mantenimento di due bambini in adozione a distanza e parte alle stesse suore Francescane che tengono a Torino una mensa per oltre 600 pasti al giorno con la sola opera della misericordia.

Noi siamo una associazione no profit e questo lavoro è per noi una passione instancabile e l’unica remunerazione che vogliamo è il bene collettivo e sociale.” E’ deluso Giovanni ed anche Gerardo e Piervittorio non sono da meno. Continuano. “Abbiamo chiesto anni fa a tutti i negozi della città di fare un piccolo presepe da mettere in vetrina che richiamasse quello di San Giuseppe, ma niente.

Qualcuno ci ha anche chiesto di farlo noi e portarglielo.” “Abbiamo fatto anche le bustine di zucchero con l’immagine dei personaggi del presepe, ma quando li abbiamo portati ai bar della città sembrava quasi che ci facessero un favore a prenderli.”

Nella ricorrenza del 30° anno di fondazione del “Presepe sotto la neve” abbiamo fatto una cartolina con le immagini più significanti e abbiamo chiesto venisse esposta in vetrina, ma solo il 2/3 % ha aderito all’iniziativa … Aggiunge Piervittorio. “E il Comune? Ha fatto o sta facendo qualcosa?” Chiedo incuriosito “L’unica visita che abbiamo ricevuto è stata quella dell’assessore Giada Caudera in occasione dell’inaugurazione che si tiene con il concerto della Devesina e l’omaggio di cioccolata e vin brulè da parte degli alpini ( peraltro noi tutti gli anni invitiamo tutta la giunta a partecipare) . A nostro grande rammarico il Sindaco Devietti non si è mai presentata. Ne all’inaugurazione e a quanto pare non verrà visto che oggi è l’ultimo giorno di apertura. Credevamo che il cambiamento tanto proclamato cominciasse anche così, noi ci spervamo almeno.

In compenso, come tutti gli anni, l’ex Ministro Fornero è puntualmente venuta e non solo lei ma ricordarli tutti è impossibile..” L’ultimo a chiusura già avvenuta è stato il cappellano delle Molinette che ha saputo dell’evento ma non ha potuto venire prima e malgrado fosse già chiuso al pubblico , alcuni di noi hanno aperto e messo in funzione tutto. Che peccato penso. Non si riesce a far mettere d’accordo la comunità.

Non si riesce a dare la spinta giusta degna di questo evento. Pensare che basterebbe poco. Una riunione con commercianti e Comune. Eppure le idee per una buona riuscita dell’evento, questi splendidi ed entusiasti signori, le hanno. Eccome se le hanno! “Pensa mettere tutte le casette di Natale qui nel piazzale della chiesa. Tutto colorato in stile “Trentino” dove si potrà mangiare qualcosa di caldo e bere vin brûlé .

Musica e intrattenimento.. un grande albero di natale in mezzo che fanno da coreografia al presepe. Il tutto proseguirebbe per i negozi della città.” A questo punto li vedo molto entusiasti delle idee che hanno concepito, su un foglietto già si prepara l’evento numero 40 , non c’è tempo da perdere e loro sono già in cammino .

Gli si illuminano gli occhi a tutti.. “Ripeto che migliaia di visitatori vengono tutti gli anni a vedere il presepe.

Tutte queste persone spesso attraversano il centro di fretta. Ma si può fare in modo che si soffermino nella città per qualche ora in più.” Riprendono guardandosi tra loro. Spero davvero che quest’anno le cose vengano fatte a dovere. Che il presepe torni agli albori di un tempo. I ricavati dell’evento quest’anno si sono molto ridotti rispetto allo scorso anno, poche le offerte, le vendite dei presepi, delle casette costruite a mano, dei bambinelli … tutta beneficenza mancata…

Tra l’altro nel 2017 si festeggeranno i 40 ANNI dalla sua nascita e l’occasione è davvero quella giusta. Scatto ancora un po’ di foto sotto la direzione di Gerardo che conosce tutto ciò che riguarda il presepe.

Mi fa anche sbirciare dietro le quinte e mi omaggia di uno splendido libro che parla del presepe dalla nascita ai giorni nostri.* Infine un’opera d’arte di un artista del luogo è ben in vista sopra le loro teste. È raffigurata un Madonna splendida e l’hanno avuta in donazione dal pittore pluripremiato Saccomandi Sergio.

Vengo poi nuovamente indirizzato al presepe e mi si fa osservare qualcosa: “Vedi quel personaggio che batte il ferro? E’ nuovo. E’ Domenico… Lo abbiamo messo l’anno scorso. Si tratta della miniatura di un nostro amico e Collaboratore da sempre del presepe. L’anno scorso è Venuto a mancare e lo abbiamo Voluto ricordare lasciando che una piccola parte di lui continuasse a vivere per sempre in ogni Natale che Verrà.”

Per ultimo mi fa vedere i Diorama che ritraggono l’Annunciazione, l’Ultima Cena e la Crocifissione. Quest’ultima riproduce nettamente la cava di Balangero , anche i sacchi riportano lo stesso nome, e ad un certo punto il cielo riproduce perfettamente il buio della morte. Mi spiega che qui appena pronto verrà posto un’altro loro amico scomparso quest’anno proprio per un tumore causato dalla cava… Battista.. “Così anche lui rimane per sempre con noi”…

Torno a casa tra i portici affollati di ragazzi nei bar e guardandoci negli occhi io e Noemi ripetiamo in forma affermativa e non più interrogativa: “ci piace o presepe”!

Grazie a Marzia Bozza per la collaborazione e disponibilità e a Francesca Sarnataro che sicuramente prenderà in esame il progetto per il prossimo Natale!

Di Alessandro Baccetti

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