Un voto inutile

A quanto pare questa volta i giornalisti l’hanno fatta davvero grossa. Se tutto verrà confermato dalla magistratura, otto persone (giornalisti di professione) hanno usato un evento nazionale come il Festival di San Remo per fare politica allo stato puro.

Che i giornalisti siano da sempre schierati politicamente è risaputo, ma quanto può risultare squallida una manovra tale se confermata? In pratica ad essere sotto accusa è la classifica finale del Festival della 69 edizione di Sanremo è tutto finisce direttamente sul tavolo dell’Antitrust. Il Codacons ha infatti reso noto attraverso un comunicato stampa, la volontà di depositare un formale esposto all’Autorità dopo la vittoria di Mahmood alla kermesse dei fiori.

Le accuse del Codacons sono molto chiare, secondo l’associazione di tutela dei consumatori il voto dei telespettatori non sarebbe stato pienamente rispettato: “Il cantante Ultimo (classificatosi al secondo posto a Sanremo 2019 ndr) e’ risultato essere il piu’ votato dal televoto, ottenendo il 46,5% dei voti del pubblico, addirittura 30 voti percentuali in piu’ rispetto al vincitore Mahmood, che ha ottenuto solo il 14,1% delle preferenze.

Nonostante tali numeri schiaccianti, il voto della sala stampa e della giuria d’onore ha ribaltato la classifica del televoto, assegnando la vittoria a Mahmood, ma cosi’ facendo il voto del pubblico da casa e’ stato di fatto annullato e umiliato, con conseguenze enormi sul fronte economico, considerato che i telespettatori hanno speso soldi attraverso il televoto, un televoto reso inutile dalle decisioni delle altre giurie.

Il meccanismo delle votazioni, quindi, sembra aver arrecato un danno a quegli utenti che da casa hanno espresso la propria preferenza (a pagamento) e potrebbe addirittura realizzare la fattispecie di pratica commerciale scorretta”.

Se tutto venisse confermato tale operazione risulterebbe studiata a tavolino. Sapevano che far vincere un ragazzo con un nome egiziano (a quanto pare anche gay quindi ancora più facente parte di una minoranza) avrebbero mobilitato gli animi degli italiani.

La destra avrebbe urlato allo scandalo tirando fuori ideologie razziste (ignobili come sempre e anche insensate in quanto il ragazzo è italiano in tutto e per tutto), e la sinistra ci sarebbe andata a braccetto inneggiando agli ideali di accoglienza e di ideologie antifasciste (altrettanto ignobili in quanto il ragazzo è sempre italiano).

Usare un Festival della canzone italiana per propaganda elettorale è davvero da terzo mondo. Issare odio tra i cittadini aumentando le divergenze per puri fini politici è altremodo scandaloso. Se tutto venisse confermato i giornalisti dovrebbero essere radiati dall’albo e l’organizzazione del festival fatta saltare. Ma siamo in Italia e tutto verrà messo a tacere, come sempre d’altronde.

W l’Italia !

di Alessandro Baccetti

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