EDITORIALI

Giornalismo da Salotto

Spettabile Redazione de Il Risveglio e direttore,

leggendo l’articolo di Antonello Micali la tentazione iniziale era quella di liquidarlo con un sorriso amaro davanti all’ennesima prova di giornalismo da salotto, scollegato dalla realtà della strada.

Ma l’arroganza con cui si sceglie di mistificare i fatti impone due righe di chiarezza.

Chi scrive e chi vive via Remmert sa benissimo da che parte sta la propria storia politica e personale, e non ha bisogno di lezioni o di patenti antifasciste da parte di chi guarda i problemi della periferia comodamente da dietro una tastiera.

Etichettare automaticamente come “ronda neofascista” o “retorica muscolare” la disperazione o la semplice richiesta di decoro e sicurezza di un quartiere significa solo una cosa: cercare il titolo a effetto calpestando la verità.

Ridurre mesi di degrado, risse e tensioni a un “minestrone” o a “liti condominiali” è un insulto non a chi organizza una protesta, ma all’intelligenza di chi in quella via ci cammina ogni giorno.

Le risposte istituzionali sbandierate nell’articolo – telecamere e controlli sulla carta – nei fatti lasciano il tempo che trovano, lasciando i residenti soli con i loro problemi.

Definire “sceriffi improvvisati” chi non ne può più è comodo per chi non subisce i disagi, ma è profondamente scorretto.

Se una manifestazione o una passeggiata (a cui il sottoscritto non parteciperà proprio perché l’organizzazione fa parte di idee politiche lontane anni luce dalle mie) serve a scuotere le coscienze e a pretendere attenzione vera, ben venga.

Il vero pericolo per la democrazia non è chi esprime il proprio disagio, ma chi usa il giornalismo per fare propaganda sulla pelle dei cittadini, dando lezioni dall’alto di un pulpito che poggia sul nulla.

Nota a margine: rispondo a queste righe nella piena consapevolezza di fare il vostro gioco, regalando al giornale un po’ di visibilità, qualche visualizzazione in più e magari la vendita di qualche copia in edicola.

D’altronde, adeguarsi al vostro modo di fare giornalismo significa anche questo.

di Alessandro Baccetti

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