I Briganti Berrovieri
I briganti BERROVIERI: quando la paura dominava i nostri boschi
Prologo
Oggi torniamo indietro di settecento anni. Affacciamoci al 1300 per osservare il brulicare di pericoli che si annidavano tra le nostre montagne e le valli profonde.
Le avventure dei briganti rimangono le pagine più misteriose e affascinanti da leggere e da raccontare. Erano, in fondo, dei “ragazzi ribelli” che combattevano per la propria vita: nulla a che vedere con la delinquenza di oggi, mossa spesso solo da avarizia e ingordigia.
Questi uomini lottavano per la pura sopravvivenza, guidati da ideali che, in un’epoca brutale, li rendevano, a modo loro, uomini veri.
Il racconto
Il sole faticava a filtrare tra le fronde dei boschi che circondavano Cerretum. In questo dedalo di ombre, i berrovieri si muovevano come parte del bosco. Non erano semplici banditi, ma ex soldati professionisti che, una volta sciolti i patti con i nobili di turno, avevano trasformato la foresta nel loro ultimo baluardo.
Ogni sentiero era una trappola potenziale. Quando il rumore di un carro rompeva il silenzio, l’imboscata scattava fulminea. Il carro si arrestava bruscamente, il legname cigolava sotto lo sforzo dei muli spaventati. Con mani esperte e brutali, i briganti spalancavano le coperture di tela grezza: apparivano sacchi di grano pregiato, rotoli di stoffe colorate e piccoli forzieri di legno rinforzato, che nascondevano i risparmi di una vita o le tasse raccolte dai signorotti locali. Per loro, quel carico non era solo merce: era la paga, il compenso che i nobili di Monferrato o i Savoia avevano negato quando le trombe di guerra erano state riposte.
Mentre il mercante tremava, i predoni si spartivano il bottino con una rapidità che tradiva la loro passata disciplina militare, pronti a immettere tutto nel mercato nero dei borghi limitrofi.
La situazione, però, divenne presto insostenibile per Cirié. La città smise di subire e scelse di reagire: i comuni firmarono speciali alleanze militari note come “Convenzioni per l’estirpazione dei berrovieri e dei ladri”. Queste convenzioni cambiarono tutto: furono messe taglie sui capi delle bande e ogni cittadino, arruolato nelle milizie comunali, fu obbligato a dare la caccia ai briganti nei boschi fino alla loro totale eliminazione o impiccagione.
Conclusione
Cirié, prima di essere la città che conosciamo oggi, è stata anche questo: una terra di frontiera segnata dalla durezza di una sopravvivenza che ha forgiato il carattere profondo della nostra gente.
Ma ora, amici ciriacesi e delle zone limitrofe, una domanda sorge spontanea: guardando a quel passato lontano, di chi preferireste discendere?
Vi sentite più vicini al rigore dei nobili del Palazzo Doria o allo spirito indomito di quei briganti ribelli che, tra pericoli e stenti, lottavano per la propria libertà? Dopotutto, voi che avete radici storiche qui in questa terra, discendete sicuramente da qualcuno di loro.
di Alessandro Baccetti
